Lega, parola d’ordine: unità e coesione

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    La Lega ribadisce la sua forte volontà di andare avanti dal palco di Piazza del Popolo, in Roma. La Lega, per voce del suo capitano Matteo Salvini, sostiene di voler governare con buonsenso. Ma il capo della Lega non si lascia scappare il solito attacco nei confronti dell’Ue e degli “zerovirgola”. Poi domanda “il mandato di andare a trattare con l’Ue non come ministro ma a nome di 60 milioni di italiani che vogliono lasciare ai loro figli e nipoti un’Italia migliore. Se c’è il vostro mandato non abbiamo paura di niente e di nessuno”. E ripete l’attacco alle istituzioni: “Siamo nel giusto se sono contro di noi”. Ringrazia “Luigi” (Di Maio, ndr) per i M5s: “Il governo dura 5 anni, non lo faccio saltare per un sondaggio” è la rassicurazione indirizzata al ministro dello Sviluppo economico. Ma poi dice: “Questo governo non introdurrà alcuna tassa”. Conclude citando Papa Francesco – non sempre amato nelle schiere leghiste – e il suo contributo alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna: “Se qualcuno di voi vuole restare…”. Termina l’intervento addirittura con un invitoall’opposizione: “Uniamoci perché uniti si vince”. Poi sul palco della piazza romana, è la volta del ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno che incita la folla con slogan a mo’ di legge e ordine. “Basta ai premi per coloro che vengono trovati in flagranza di reato, che uccidono. Massima garanzia fino al terzo grado di giudizio. Ma se hai ucciso, no a sconti di pena per i reati puniti con l’ergastolo”. Dal ministro della Famiglia Lorenzo Fontana giunge un invito a non dimenticare le radici cristiane. Celebra il presepe nelle scuole e invita alle famiglie numerose “minacciate dal globalismo che vuole rendere le persone macchine senza identità”. Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ribadisce “il crocifisso nelle classi. Essere tolleranti non significa rinunciare ai propri valori nascondendoli”. Poi tocca ai governatori leghisti: Zaia, Fedriga, Fontana. Infine, l’invito all’ equilibrio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti che dichiara che l’esecutivo parlamentare farà il suo dovere anche in Europa.