Lo spread sopra i 300 punti. Salvini: Non arriverà a 400

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    Asserendo che la manovra non cambierà, e che non ci saranno ulteriori rilanci di spread a 400 punti, Matteo Salvini, leader della lega e vicepremier del governo Conte ha fatto il quadro della situazione legata alla delicata vicenda economico-finanziaria a cui l’Italia deve far fronte con l’innalzamento dello spread oltre i 300 punti.
    Come è noto, infatti, c’è stato un nuovo start con un innalzamento dello spread che ha fatto registrare in mattinata un netto differenziale tra Btp/Bund tale da andare in partenza a 303 punti, iniziando dai 294 della chiusura di ieri, il tutto contrassegnato dal rendimento del titolo al 3,53.
    In seguito alle indicazioni critiche di diversi istituti come ad esempio la Banca d’Italia e la Corte dei Conti, a Borse chiuse ieri sera è arrivata anche la netta presa di posizione da parte dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che ha palesemente bocciato la situazione italiana. Come risaputo, si tratta di un organismo del tutto indipendente che ha la mansione ben precisa di analizzare e sancire tecnicamente tutte quelle ipotesi e presunzioni di movimenti macro economici dei governi: che, in questo particolare caso, indicano un quadro piuttosto netto su quelli che sono gli scenari a cui la panoramica italiana va incontro, alla luce specialmente delle operazioni e delle iniziative che la manovra governativa intende portare avanti e che, nella fattispecie, l’organismo in quanto tale decreta come “eccessivamente ottimistiche”.
    Non è certamente mancata la replica del governo. Che, dal suo punto di vista ritiene di essere sul sentiero giusto ed ha ulteriormente ribadito, ancora una volta, come non abbia alcuna intenzione di provvedere ad un cambio di strategia operativa. “La manovra non cambia perchè lo spread o Bankitalia dicono che non devo toccare la Fornero, io vado diritto. Non torniamo indietro”, ha sancito con determinazione il ministro dell’Interno Matteo Salvini ad ’Agorà’ programma televisivo su Rai3. Laddove è asserito di ritenersi, poi, particolarmente certo che “lo spread non arriverà a 400”.
    Da questo punto di vista è bene ricordare che un banco di prova piuttosto rilevante per i titoli italiani giungerà allorchè il Tesoro collocherà in asta 6 miliardi di Bot a un anno. All’ultimo collocamento, a settembre, i rendimenti medi si erano attestati allo 0,436% dallo 0,679% dell’asta di agosto. Già nel passato, con diverse dichiarazioni ufficiali, Salvini si era soffermato sul tema dicendosi certo che la particolare generosità degli investitori avrebbe fatto la differenza.
    Intanto, su un quadro economico e finanziario più ampio, va ricordato anche la partenza piuttosto fiacca e debole per le Borse europee, situazione che è andata di fatto ad accodarsi alla seduta mista di Wall Street di ieri. MIlano ad esempio come indicato dai dati tecnici cede lo 0,57%, mentre Londra lo 0,15%, a differenza di Francoforte con lo 0,05% e Parigi con lo 0,04%. Decisamente leggere le variazioni per Tokyo, che ha chiuso in rialzo dello 0,16%. Sul fronte valutario l’euro riguadagna quota 1,15 dollari.