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Luglio Musicale Trapanese: un ‘Otello’ senza veli

A rendere impaziente l’attesa per la prima, intanto il precedente dello scorso anno, quando il regista Andrea Cigni ‘rilesse’ ‘La Traviata’ con lo sfondo del burlesque. Poi, il manifesto, che annunciava per questa edizione un altro capolavoro di Verdi, come ‘l’Otello‘, attraverso un uomo nudo sotto la doccia.
Il regista toscano ha infatti spiegato che, a suo avviso, “‘Otello’ è un’opera fisica e mentale, che punta a fare del concetto di maschilismo, il centro gravitazionale dell’intero capolavoro verdiano”. Un maschilismo che, ha giustamente scritto il critico dell’agenzia di stampa AdnKronos, ” domina tutto il racconto e che passa sopra a tutto, anche a costo della vita, come la cieca crudeltà di Otello nei confronti di Desdemona”.
E dunque ieri a Trapani, in occasione della prima messa in scena per il ‘Luglio Musicale Trapanese‘, Cigni ha illustrato lo svolgimento della storia all’interno di una caserma sita su un’isola dell’Egeo nei primi del Novecento, dove i soldati e le loro famiglie si trovano ad interagire con animano la popolazione locale
Dunque non c’è da meravigliarsi se, nel corso dello svolgimento, Roderigo e Jago architettano il diabolico piano nello spogliatoio della caserma dove, nel frattempo, tre soldati dal fisico scultoreo, completamente indifferenti, si fanno la doccia completamente nudi.
Onde evitare facili strumentalizzazioni, attraverso un comunicato il ‘Luglio Musicale Trapanese’ ha tenuto a sottolineare che “nel gioco del vedo-non vedo, per qualche secondo i corpi scolpiti si mostrano senza vergogna. Sia ben inteso, nessuna volgarità. Cigni usa la provocazione con eleganza e sapiente raffinatezza, e rivisita il testo shakespeariano lavorando sugli snodi psicologici che determinano la dinamica dell’ambiguo”.
Sul palco il rodato Kristian Benedikt (Otello), Angelo Veccia (Jago), e Francesca Sassu (Desdemona), interpretano le arie dirette da Andrea Certa – ed eseguite dall’Orchestra del Luglio Musicale Trapanese – con le scene ed i costumi sono di Tommaso Lagattolla, e le luci di Fiammetta Baldiserri.
Max

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Max Tamanti