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Magistrato in politica? Fine della carriera. Bonafede detta le regole sulla riforma del Csm 

Ultimo aggiornamento 17:51

Finalmente ci siamo. Stamane alla Camera, nell’ambito del Question Time il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha illustrato alcuni punti dei quali si compone la riforma da lui messa a punto. Tra questi viene evidenziato il passaggio in cui viene sancito il “Blocco definitivo delle cosiddette porte girevoli fra politica e magistratura, chi sceglie di entrare in politica deve essere consapevole che non potrà tornare a fare il magistrato“.

Come ha poi commentato Bonafede, “Con questa scelta si compromette l’essenza, anche solo in termini di immagine, di terzietà che deve contraddistinguere chi giudica i cittadini”.

Bonafede: “La magistratura investita da un terremoto”

Ed ancora, “La magistratura del nostro Paese – ha rimarcato il Guardasigilli – è stata investita da un anno a questa parte da un vero e proprio terremoto. Una pagina dolorosa che ha fatto emergere dinamiche, nell’assegnazione di ruoli e incarichi, che possiamo definire inaccettabili. Una pagina che colpisce, innanzitutto – ha ricordato – la stragrande maggioranza dei magistrati che con spirito di servizio, ogni giorno, porta avanti, anche fra grandi difficoltà, la macchina della Giustizia”.

Bonafede: “Un progetto di riforma del Csm”

Dunque, attraverso quelli che il ministro ha definito tre i “pilastri” della riforma del Consiglio superiore della magistratura, ora ecco “l’introduzione di oggettivi criteri meritocratici nell’assegnazione degli incarichi da parte del Csm, e un meccanismo elettivo che sfugga alle logiche correntizie“.

Dunque, “il progetto di riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario non può più attendere. Un progetto normativo che già, prima dell’inizio dell’emergenze epidemiologica, era stato oggetto di ampio confronto e condivisione con la maggioranza e che nella stessa giornata di oggi porterò nuovamente sul tavolo di lavoro”. Infine, ha aggiunto il Guardasigilli, “Ho sempre ripetuto che, da ministro della Giustizia non devo alimentare le polemiche, ma risolvere i problemi con azioni concrete e in questo senso auspico che si trovino possibili convergenze anche con le forze di opposizione”.

Max