Manovra def: agevolazioni per ripetizioni scolastiche e agricoltura

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    Gli altri piccoli interventi, seppur significativi, della manovra finanziaria riguarderanno medicina, terre concesse alle famiglie con terzo figlio e ripetizioni. In ambito medico, saranno previsti novecento nuovi contratti per la formazione specialistica di nuovi primari, a partire dal 2019. Questa è una delle conseguenze dell’aumento previsto in legge di bilancio dei costi per la specializzazione, stando a quanto c’è scritto nella ultima relazione tecnica. Complessivamente ai 708 milioni già stanziati veranno aggiunti altri “22,5 per il 2019, 45 milioni per il 2020, 68,4 milioni per il 2021, 91,8 milioni di euro per il 2022 e 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023”.Interventi saranno applicati anche sulle ripetizioni scolastiche, che ad oggi risulta un business in nero. Il governo ha già formulato l’idea della “cedolare secca”: dall’anno prossimo, i professori che insegnano negli istituti di ogni ordine e grado saranno soggetti a una imposta sostitutiva dell’Irpef al 15 per cento. La relazione analizza i probabili effetti finanziari e le stime – sulla base di una ricerca condotta dalla fondazione Einaudi – che il mercato delle lezioni private si aggiri annualmente intorno al miliardo, di cui solamente il 10% viene regolarmente dichiarato. Applicando a questi 100 milioni di compensi dichiarati l’aliquota del 15% (ovvero la differenza tra l’aliquota media Irpef del 30% e la nuova flat tax), sono stati prevvisti 15 milioni di euro mancanti dalle casse dello Stato. Se si aggiungono gli effetti delle addizionali locali, si stimano minori entrate per 17,1 milioni di euro. Senza prudenzialmente indicare un emersione di gettito da quel 90% di lezioni private che ad ora rientrano nel “nero”. Tra le misure dedicate alle nuove formazioni industriali e tecnologici (BlockChain, Intelligenza artificiale, Internet of Things e via dicendo), entra un intervento apposito per ripanare al ritardo del Venture Capital italiano, il capitale privato che servono a far fare il salto di qualità alle start-up. Il Mise stanzierà il “Fondo per il sostegno al Venture Capital” da 30 milioni all’anno tra il 2019 e il 2021 (che saranno poi 5 per gli anni successivi, fino al 2025), che a sua volta possa investire in fondi di VC. Ci sono poi altre misure che riguardano la semplificazione dell’offerta di strumenti finanziari tramite i fondi di VC. Sempre strizzando l’occhio all’innovazione, arriva il voucher perché le Piccole e medie imprese possano pagare i professionisti del cambiamento tecnologico: un contributo a fondo perduto per “agevolare l’inserimento nelle Pmi dei cosiddetti manager per l’innovazione”, dettaglia la relazione, “vale a dire professionisti che devono assicurare la gestione delle attività di un’impresa inerenti ai processi di innovazione del business, in termini di processi organizzativi, prodotti/servizi e pensiero manageriale, stimolando la ricerca di soluzioni legate alla digital transformation e favorendo culturalmente l’introduzione e il consolidamento di idee innovative in azienda per lo sviluppo di un vantaggio competitivo sul mercato con la conseguente crescita del business”. Il contributo vale 40mila euro annui, che diventano 80mila per le reti di impresa, nel limite massimo di spesa di 25 milioni.Mentre un provvedimento molto discusso, anche sui social in maniera ironica ma la relazione apporfondisce meglio questo aspetto è l’incentivo per le famiglie che possiedono aziende agricole e che hanno messo al mondo un terzo bambino. “Le famiglie con terzo figlio nato negli anni 2019, 2020 e 2021 hanno in concessione gratuita per 20 anni un terreno fra quelli messi a disposizione del Demanio”, è scritto nella relazione. “Medesimo beneficio viene destinato alle società costituite da giovani imprenditori agricoli che riservano una quota societaria ai predetti nuclei familiari pari al 30%”. Affinchè la campagna non venga abbandonata, ma anzi si solleciti “lo sviluppo e il ripopolamento delle aree rurali, le famiglie concessionarie del terreno possono accedere ad un mutuo a tasso zero, fino a 200.000 euro, per l’acquisto della prima casa in prossimità del terreno”: Per questa voce, saranno stanziati 5 milioni di euro per l’anno 2019, in crescita a 15 milioni per l’anno seguente. Oltre all’incentivo che collega demografia e terreni, verrà trasformata la misura “Resto al sud” allargando il bacino dei potenziali beneficiari anche ai non più giovanissimi, tra i 36 e i 45 anni di età. Le agevolazioni saranno estese anche ai liberi professionisti, rimasti in un primo momento fuori. Non ci sono però nuovi soldi per questa misura, visto che resta il limite di 715 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020.