Manovra economica, via il condono fiscale

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    Il governo elimina il condono fiscale. “Scompare la dichiarazione integrativa, quindi sarà possibile regolarizzare solo il dichiarato” questo la modifica che dichiara che il condono fiscale non c’è più. Alla conclusione del vertice a Palazzo Chigi sulla manovra economica, voci M5S hanno confermato che il conodono fiscale sia sparito dai provvedimenti. Voci che trovano conferma anche dagli alleati di governo della Lega. L’eliminazione della dichiarazione integrativa sarebbe causa di un provvedimento al decreto fiscale, che ora sta passando sotto la lente d’ingrandimento del Senato. Contemporaneamente, per adesso non ci saranno provvedimenti duri per le leggi che prevedono le sbarre per chi evade le tasse. Anche se fonti governative dichiarano che c’è giudizio unanime per un futuro disegno di legge per questo tema.  Il primo ministro Conte aveva richiamato un vertice alla 20,30, a Palazzo Chigi. C’erano  i vice Di Maio e Salvini, il ministro economico Tria, poi i ministri Bonafede e Fraccaro (acompagnati dai sottosegretari al Mef Castelli, Garavaglia, e Bitonci). Altri nuovi provvedimenti: la Guardia di Finanza potrà avere libero acccesso alla banca dati dell’anagrafe dei rapporti finanziari senza far più richiesta di autorizzazioni ai magistrati. I finanzieri potranno tenere sotto controllo i grandi evasori in qualsiasi istante, movimento per movimento. Al decreto fiscale si aggiungerà anche un altro emendamento, “per evitare la tassa sui metri quadrati di ombra degli ombrelloni presenti negli stabilimenti balneari”. Fonti della Lega dichiarano, nella notte, che tra le revisioni concordate c’è l’opportunità di limare gli errori formali nelle dichiarazioni dei redditi con 200 euro annuali. Rimangono intatte le misure della pace fiscale, come la possibilità di suddividere in pagamenti quinquennali 5 anni il dovuto, la possibilità di non sottostare ad ogni grado di giudizio del processo tributario versando una piccola percentuale proporzionale alla vittoria nelle vari gradi di valutazione.Previste, inoltre, la detassazione delle sigarette elettroniche, l’aumento tariffario sui money transfer pari all’1,5%  e rivede luce il  bonus bebè. A tal riguardo, il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana parla di un sostegno da 444 milioni per rinnovare il contributo, in scadenza a fine 2018. Vi sarà anche un aumento degli assegni del 20% per ogni figlio che nascerà dopo il primogenito.  Sono state liberate le procedure che permettono alle Regioni di riprendere le spese versate alle case farmaceutiche che eccedono il budget prestabilito.