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Manovra verso la fiducia ma senza la cannabis light

Ultimo aggiornamento 13:52

“Siamo molto dispiaciuti per la decisione presa e del comportamento delle opposizioni che dimostrano estrema ignoranza in materia festeggiando con un applauso la cancellazione di questa norma. Questo emendamento, è bene precisare, non riguarda la droga ma va ad incidere sugli agricoltori. In Italia ci sono 3mila aziende che coltivano la canapa, che non delocalizzano e che danno da lavorare a 12mila persone. Quindi l’applauso che le opposizioni hanno fatto in Aula, lo hanno fatto in faccia agli agricoltori italiani. Mi aspetto che la presidenza del Senato metta in calendario alla prima seduta utile la richiesta di urgenza, sottoscritta da 50 senatori, di modifica del testo sulla canapa industriale”.
Così Matteo Mantero, senatore M5s, sulla proposta che – Salvini e Meloni su tutti – ha suscitato dure proteste dall’opposizione.
Sembrava ‘facile’, ed infatti, come era prevedibile, il discusso sub-emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato sulla commercializzazione della cannabis light (cioè con il thc, principio attivo, sotto lo 0,5%), è stato ritenuto ‘inammissibile’.
Stamane per la manovra ha infatti avuto inizio il ‘viatico’ parlamentare della manovra fino ad arrivare alle 15 per il voto di fiducia. Tuttavia, attraverso un comunicato congiunto dell’Intergruppo, che raduna 100 senatori e deputati, è stato denunciato: “Troviamo molto scorretto – prosegue il comunicato – l’atteggiamento del presidente del Senato che dovrebbe invece rispettare sempre la terzietà del suo ruolo. A Casellati chiediamo fermamente di rivedere il suo giudizio e salvaguardare l’imparzialità che deve essere propria della seconda carica dello Stato. Dichiarare inammissibile la norma già approvata dalla commissione Bilancio che avrebbe finalmente chiarito la legalità della vendita della canapa con contenuto di Thc inferiore allo 0,5% è gravissima perché l’emendamento era assolutamente attinente alla materia del bilancio, rispondendo alle esigenze finanziarie e produttive di un settore che coinvolge migliaia di produttori e di lavoratori”.

Complessivamente, sono state stralciate ben 15 norme, dichiarate inammissibili dalla presidente del Senato, tra le quali quella sulle transazioni finanziarie allo 0,04% (Tobin Tax), e quella relativa al rinvio (per il 2022), dello stop al mercato ‘monitorato’ dell’energia.
Max