Marco Bergonzi, la storia di un ex-politico senza più un lavoro

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    Chi ha detto che i politici hanno un futuro garantito, con lo stipendio che guadagnano. Forse però per i parlamentari, dopo l’abolizione dei vitalizi, la vita non è più rose e fiori, o quasi. Di sicuro le cose si sono complicate per l’ex deputato dem Marco Bergonzi, 55 anni, diventato disoccupato dopo che non è stato rieletto in Parlamento. Pochi giorni fa, da semplice cittadino, ha partecipato insieme ad altri 119 candidati al concorso per due posti di istruttore amministrativo alla Provincia di Piacenza. “Ho poche chance, ma ci provo lo stesso”, ha affermato Bergonzi. Cinque anni fa si era licenziato per poter farsi eleggere alla camera. Nella società in cui lavorava come quadro gli aveva fatto intendere che non sarebbe stata accettata un’aspettativa. “Non ho avuto esitazioni: mi sono dimesso. Vede, da ragazzo avevo due sogni: diventare pilota di Formula Uno ed entrare in Parlamento. Uno l’ho realizzato. Quando per la prima volta ho visto lampeggiare il mio nome sul display di Montecitorio ho tirato fuori dalla tasca il telefono e ho fotografato quel momento. Ce l’avevo fatta”. Invece ora Bergonzi è una sorta di autoesodato della politica. L’ex parlamentare Pd aveva un buon salario, 62mila euro all’anno, quando alle elezioni del febbraio 2013 risultò il primo dei non eletti. Senza un reddito fisso, vivendo della buonuscita, attese tranquillamente il suo turno: la grande occasione giunse il 30 ottobre dell’anno successivo, grazie alle dimissioni di Federica Mogherini, divenuta poi commissario europeo. Il sostituto Bergonzi poteva finalmente ricoprire il ruolo tanto agognato di onorevole e vedersi raddoppiata la sua paga. Passati quattr’anni, rimasto senza un compito (“anche stavolta primo dei non eletti”), Bergonzi si ritrova oggi disoccupato. Nel frattempo, come molti Italiani, spedisce curriculum da ogni parte. Servirà a qualcosa? L’ex politico dice che “Lo rifarei domani mattina. Ora avrei sei anni di anzianità aziendale in più, ma sarei infinitamente meno ricco come vissuto. Ero in aula il giorno che venne eletto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’emiciclo pieno come un uovo. Una grande solennità. L’applauso dopo l’elezione. Sono momenti che non si dimenticano per chi ama, come me, la politica”. Che futuro lavorativo spetta a Marco Bergonzi: “Un posto come responsabile della logistica, orientato agli acquisti, o un impiego di relazioni istituzionali. Ho sempre retto responsabilità. Non è facile rientrare alla mia età. Potrei chiedere il reddito di cittadinanza”, dice scherzando. “Non lo farei mai, sono contrario. Quando mi licenziai mi presero per matto, tirai dritto. Mia moglie lavora, non abbiamo figli, però nella mia cerchia famigliare tutti erano contrari. Decisi di investire su me stesso. Dicono: la politica è un mestiere. Eh, no, io volevo dimostrare che si può lasciare un mestiere per la politica e poi avere l’umiltà di cercarsene un altro, una volta che è finita”.