Marco Minniti, le analisi sul suo ritiro

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    Dopo l’uscita di scena di Marco Minniti dalla corsa alle primarie Pd , i renziani senza il suo leader si sono dati un giorno di tempo per riflettere sulla questione. Dopo l’abbandono di Marco Minniti, l’obiettivo è tenere uniti gli irriducibili renziani, per non evitare un emorragia. Gli sfidanti di Marco Minniti, il duo Martina-Richetti, è già in stagione di ’caccia’. “Sappiamo che molti dei nostri sono già stati contattati per chiedere di passare con loro, sia alla Camera che al Senato” si è detto. Perciò il messaggio che deve arrivare ai perplessi è che la corrente, con o senza Matteo Renzi, deve rimanere. Il percorso da seguire, per scongiurare il ’tana libera tutti’, sarebbe quella di proporre una nuova candidatura. Le 24 ore di tempo serviranno a questo scopo: il papabile sembra essere Lorenzo Guerini. Ma lo stesso Guerini, per ora, non ne vuole sapere. Altra idea potrebbe essere la nomina di Ettore Rosato. “Altrimenti resta l’opzione di non presentare nessuno”.Tra i democratici sono sempre insistenti le voci sull’addio prossimo di Renzi al Pd per dar vita ad un nuovo movimento dove, per adesso, non troverebbe il sostegno dei fedelissimi di ’giglio magico’. Voci smentite direttamente da Renzi che, a ’Zapping’ su Radio Uno, ha detto: “Di scissioni ne abbiamo viste già abbastanza. Non è all’ordino del giorno e non sto lavorando all’impostazione di qualcosa di diverso”. E poi: “Il problema non è il Pd. A me è stato chiesto un passo indietro su congresso Pd e l’ho fatto. Mi è stato detto non metterci bocca e lo stesso Minniti, quando si è candidato, ha detto che non era il candidato di Renzi. Se non metto bocca, dicono che voglio farmi il mio partito, se metto bocca che voglio condizionare…”. Anche in un commento su Facebook, l’ex sindaco di Firenze ribadisce l’allontanamento dal congresso e non solo. “Chiedetemi tutto ma non di fare il piccolo burattinaio al congresso del Pd”. E poi: “Io non mollo di un centimetro la mia battaglia contro i cialtroni che stanno mandando l’Italia in recessione. Ma non chiedetemi di stare dietro alle divisioni del Pd”. Sono mesi che “non mi preoccupo della ’Ditta Pd’: mi preoccupo del Paese. Che è più importante anche del Pd”.