MARÒ: RICHIESTO RIENTRO GIRONE E PERMANENZA LATORRE IN ITALIA


“L’Italia è stata accusata dall’India di essere un Paese che non mantiene la parola. Questa accusa è del tutto inaccettabile. Gli impegni presi in India sul caso (dei marò, ndr) sono sempre stati onorati”. Così l’ambasciatore Francesco Azzarello replica alle dichiarazioni indiane di ieri nell’aula del Tribunale di Amburgo. “L’Italia è rattristata dalla perdita delle vite di Valentine Jalestine e Ajeesh Pink e lo ha espresso in molte occasioni”, anche “provvedendo alle necessità delle loro famiglie” che peraltro “auspicano che i marò tornino in Italia”. “I sentimenti dell’Italia – ha proseguito – per la morte dei due pescatori non possono quindi essere messi in discussione”, ma “l’India sfrutta questa situazione con l’unico scopo di creare un pregiudizio contro l’Italia davanti a questo Tribunale”. Nella seconda giornata di udienza al Tribunale internazionale sul diritto del mare di Amburgo sul caso dei marò, il capo del team legale italiano, Sir Daniel Bethlehem, ha aperto la fase delle ’repliche’ alle dichiarazioni indiane di ieri davanti alla corte. “L’India gioca un gioco pericoloso, ha costruito un castello di carte” contro l’Italia, allo scopo di “continuare a esercitare la propria giurisdizione sui due Marine”, ha detto Bethlehem. Parlando di “diritto creativo”, l’avvocato internazionale ha quindi ribadito che le dichiarazioni dell’India dimostrano che Delhi considera Massimiliano Latorre e Salvatore Girone come già condannati, mentre, “lo devo sottolineare, non sono stati nemmeno incriminati per omicidio dalla giustizia indiana” per la morte dei due pescatori uccisi al largo del Kerala il 15 febbraio 2012. E ha messo in guardia dall’ignorare il principio standard del diritto secondo cui “una persona non è colpevole fino a quando non viene giudicata da un tribunale legittimo sulla base di accuse di cui è stata informata in modo tempestivo e alle quali ha potuto rispondere”. L’approccio dell’India è quindi “sbagliato e pericoloso”, ha avvertito, e queste affermazioni “non dovrebbero nemmeno essere prese in considerazione” dal Tribunale.I Marò “non sono ancora stati incriminati di alcun reato” dalla giustizia indiana. Ma l’India dimostra di “disprezzare il giusto processo” ritenendoli già colpevoli, con “un atteggiamento che esemplifica al meglio l’impasse in cui oggi ci troviamo”. Girone è “ostaggio” dell’India, mentre la salute di Latorre è “a rischio, se fosse costretto a tornarvi”. E’ quanto si legge nelle ’Richieste di misure provvisorie’ avanzate dall’Italia al Tribunale di Amburgo, pubblicate sul sito dello stesso Itlos. Delhi “viola i diritti fondamentali” dei marò e dell’Italia, prosegue il documento.