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Mattarella, appello al rispetto reciproco: “Basta toni aspri”

Ultimo aggiornamento 18:15

Un invito ad abbassare i toni, in effetti davvero poco consoni per una ‘categoria delicata’ come quella politica, per uscire da un clima di esasperazione che certo non giova al paese, specie in un momento come questo, con l’economia che stenta a decollare. E’ il messaggio che il Presidente Mattarella ha tenuto a lanciare stamane dal Quirinale, in occasione del consueto incontro di fine anno con i rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche e della società civile.
“Nella stagione che viviamo il confronto politico assume sovente toni molto aspri – ha affermato il Capo dello Stato – e anche alcuni recenti passaggi parlamentari hanno fatto registrare tensioni. Il bene comune è bene di tutti nessuno escluso, e l’essenza della democrazia richiede rispetto reciproco, il più efficace antidoto all’intolleranza, foriera di conseguenze negative. Preparare il futuro, cominciando a viverlo – ha aggiunto Mattarella – significa non ignorare quel che si trasforma attorno a noi. Alzare lo sguardo dalle emergenze del presente non significa in alcun modo parlar d’altro. Significa, al contrario, indicare la cornice e un metodo in base ai quali adoperarsi per risolvere i tanti problemi, anche gravi, che ancora attendono soluzioni, guardando oltre il contingente e la mera ricerca di consenso”. Poi il Presidente della Repubblica ha affrontato altri temi, come il lavoro: “Serve il lavoro, remunerato e tutelato, anche nella sicurezza, come rimedio alla frammentazione sociale e come elemento centrale della ripresa economica”; poi l’autonomia delle regioni: “rappresenta un valore costituzionale e apporta un contributo di grande rilievo che qualifica l’unità nazionale”; infine, l’Europa che, tiene a sottolineare Mattarella, “è casa nostra e il nostro contributo sarà tanto più significativo quanto più la nostra presenza ai tavoli negoziali saprà essere qualificata nelle proposte e ferma nel sostegno di una visione che valorizzi gli interessi comuni”.
Max