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Meloni: “Messina Denaro andrà al carcere duro perché quell’istituto esiste ancora grazie a questo governo

Il primo provvedimento in assoluto assunto da questo governo è la difesa del carcere ostativo. Matteo Messina Denaro andrà al carcere duro perché quell’istituto esiste ancora grazie a questo governo. Quindi qualcuno dovrebbe spiegarmi su che cosa si sarebbe fatta una eventuale trattativa. Non c’è bisogno di mettersi d’accordo con la mafia per batterla, si può fare. E oggi l’Italia lo ha dimostrato“.

La Meloni: “Le teorie cospirazioniste sull’arresto di Messina Denaro? Le ho sentite e davvero non riesco a capire”

Orgogliosa, e visibilmente soddisfatta, la premier Giorgia Meloni tiene subito a fugare le assurde ‘teorie cospirazioniste’ relative all’arresto di Matteo Messina Denaro, che qualcuno ha deciso di mettere in giro: “Le ho sentite e davvero non riesco a capire“, replica indispettita, nell’ambito dell’intervista a Nicola Porro, realizzata per la puntata di ‘Quarta repubblica’, in onda stasera su Rete4.

La Meloni: “Se tutti sapevano, quindi la tesi è che finché c’era la sinistra al governo non lo andavano ad acchiappare?”

Come suo solito la Meloni intende andare fino in fondo, e prosegue: “Si dice: tutti sapevano dov’era, lo hanno preso adesso perché c’è questo governo. Perfetto: quindi la tesi è che finché c’era la sinistra al governo non lo andavano ad acchiappare? Quelli che sostengono questa tesi, per paradosso sono quelli che al governo ci stavano. Cosa ci stanno dicendo? Che tutti sapevano dove si trovava ma gli altri partiti non sono andati a prenderlo?“.

La Meloni: “Possibile che non riusciamo a festeggiare mai, che dobbiamo sempre autoflagellarci?”

Ed ancora: “Una cosa che mi fa un po’ arrabbiare è: possibile che non riusciamo a festeggiare mai, che dobbiamo sempre autoflagellarci? Possibile che quando lo Stato italiano finalmente può cantare vittoria, stiamo lì a inventarci che non può essere così? Questo è un insulto soprattutto nei confronti di persone che stanno sacrificando la loro vita per consentire all’Italia di ottenere queste vittorie“. Dunque, taglia poi la premier, “Quelli che stanno facendo complottismo, lo fanno magari per attaccare il governo. Ci sono però delle materie su cui la politica dovrebbe passare un attimo in secondo piano“.

La Meloni: “Non abbiamo una giornata dedicata a quegli uomini e a quelle donne che hanno sferrato colpi pesanti alla mafia”

Semmai, tiene a rimarcare il presidente del Consiglio, “Penso che giornate come questa vadano ricordate. Sto ragionando di come celebrare questa giornata: in Italia abbiamo la giornata dedicata alle vittime di mafia ma non abbiamo una giornata dedicata a quegli uomini e a quelle donne che con il loro lavoro hanno consentito all’Italia di sferrare colpi pesanti al cancro della mafia. E penso che in questa nazione serva celebrare anche le vittorie“.

La Meloni: “Era a casa sua? E’ la storia dei grandi latitanti di mafia, è più facile che riescano a nascondersi dove sono cresciuti”

Commentando poi il fatto che qualcuno ha rimproverato il fatto che, il superlatitante, benché perennemente braccato si trovasse in pratica a ‘casa sua’, la Meloni osserva: “Ma questa è la storia di tutti i grandi latitanti di mafia: è più facile che riescano a nascondersi, dove sono cresciuti, anche perché di solito c’è una maggiore conoscenza del territorio ma anche una maggiore disponibilità a trovare qualcuno che ti dia una mano a far perdere le tue tracce“.

La Meloni: “Per me le intercettazioni sono fondamentali. Uno strumento di indagine del quale non si può fare a meno”

Infine la premier ha da dire la sua anche su una ‘vecchia questione’: “Per me le intercettazioni, per come sono utilizzate nei procedimenti di mafia, sono fondamentali. Sono uno strumento di indagine del quale non si può fare a meno e nessuno, per questo genere di reati, ha mai messo in discussione assolutamente nulla“.

Max

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Max Tamanti