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Meno ore di lavoro ma stesso stipendio: l’ipotesi crea-economia del governo per la Legge di Bilancio

Ultimo aggiornamento 07:57

Meno ore di lavoro ma allo stesso stipendio: l’ipotesi delle ultime ore, quella che alcuni ritengano possa fungere da strumento crea-economia e allo studio del governo per la Legge di Bilancio sta facendo particolarmente discutere. Si tratterebbe, a quanto emerge, di una possibile soluzione di ampio raggio che, tra le altre cose, potrebbe prevedere un numero minore di ore di lavoro ma allo stesso stipendio.

Allo studio misura ‘crea-occupazione’, per una possibilità da poter mettere in campo tramite supporto Ue, da parte di governo e maggioranza.

Meno ore di lavoro ma stesso stipendio: cos’è l’ipotesi del governo

Lavorare meno, a parità di stipendio, per dare nuovi margini a nuove assunzioni con il sostegno dei fondi Ue. E’ questa, a quanto viene fuori nelle ultime ore, una delle possibili soluzioni alle quali stanno lavorando la maggioranza e il governo per il pacchetto Lavoro da inserire nella Legge di Bilancio.

Nelle opzioni da valutare la misura ‘crea-occupazione’ prevede una riduzione delle ore di lavoro permettendo un salario invariato con il supporto dei fondi europei del programma anti-disoccupazione Sure con lo scopo di consentire nuove assunzioni. Una misura in esame anche in Francia e Germania essendo ‘incoraggiata’ dallo stesso programma Ue. A fronte della richiesta di assistenza finanziaria di uno Stato membro, la Commissione Ue andrebbe a valutare la portata dell’aumento della spesa pubblica connesso all’istituzione o all’estensione di regimi di riduzione dell’orario lavorativo. In base al programma si possono prevedere misure analoghe anche per i lavoratori autonomi.

aggiornamento ore 2.10

Nella ipotesi dell’Italia, se il progetto partisse, rientrerebbe in una strategia più voluminosa fatta di altri interventi complementari: innanzitutto rendendo strutturali le decontribuzioni per incentivare le assunzioni. Nel ventaglio delle misure per risollevare il mercato del lavoro dalla crisi dovuta al Covid anche una riforma degli ammortizzatori sociali per creare uno strumento organico, unico. Il meccanismo andrebbe in un collegato alla Legge di Bilancio da approvare nella metà di ottobre in Consiglio dei ministri insieme, si ipotizza, al Recovery plan nazionale.

aggiornamento ore 5.49

Sulla importanza e urgenza di uno strumento organico unico per il lavoro e la formazione ha posto ieri l’accento il vice ministro dell’Economia Laura Castelli sulla base dell’allarme di Unioncamere sul turnover di 2,5 mln di lavoratori nei prossimi 5 anni. Tra le opzioni sul tavolo anche un rafforzamento di strumenti di solidarietà espansiva, inseriti già in passato nel dl crescita.

Con il dl agosto il governo ha completato il ventaglio dei decreti per fronteggiare l’emergenza economica e lavora ai prossimi passi. C’è curiosità: per fine settembre arriverà la Nota di aggiornamento al Def, con le nuove stime su pil e conti pubblici sotto l’impatto del coronavirus.

aggiornamento ore 9.00