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Mes, vertice infuocato tra Gualtieri e Di Maio

Ultimo aggiornamento 13:14

Forse uno dei pochissimi casi in cui la precedente alleanza di governo ha mostrato una convinzione all’unisono, era proprio quella relativa al Mes. Dunque non c’è poi da meravigliarsi più di tanto se stamane, nel corso di un colloquio tiratissimo, il ministro Gualtoeri ha fatto di tutto per cercare di convincere il ministro Di Maio circa il fondo salva stati.

“Vessati perché non firmiamo al buio”

Proprio stamane, prima del vertice col ministro dell’Economia, attraverso la sua pagina Fb Di Maio aveva tenuto a precisare: “Oggi gran parte dei giornali ed alcuni esponenti politici ci trattano come dei mostri solo perché ieri ci siamo battuti per non firmare al buio il Mes. Da ogni parte si legge che ho sfidato, che ho provocato, che ho battagliato. Io non ho sfidato nessuno, anzi. Stiamo solo lavorando nell’interesse dei cittadini italiani. Ma questo per i giornali e per il sistema è surreale. Loro concepiscono la politica come una continua imposizione dall’alto. Per loro o segui quello che dice qualche euro-burocrate, oppure sei un ignorante, un imbecille, un attentatore della democrazia. Avete capito bene: secondo loro sarebbe il MoVimento 5 Stelle ad attentare alla democrazia, proprio noi che ci siamo spesi per non far firmare una cambiale in bianco agli italiani. E il sistema è abituato così: o fai come dicono loro, oppure ti minacciano, cominciano a dipingerti come disfattista. È quel che sta accadendo con il sottoscritto da un bel po’ di tempo. Ma non importa.

“L’Eurogruppo? Prima decide il parlamento”

Ma il leader M5s, forte anche del fronte rappresentato dai suoi parlamentari ha tenuto invece a ribadire che, per come è stata pensata, la riforma del Mes alla stato dei fatti difficilmente riuscirà a convincere tutti: “qualcosa deve cambiare e il governo deve lasciare che sia il Parlamento a pronunciarsi”, ha affermato Di Maio, guardando all’imminente eurogruppo del 4 dicembre, chiamato a definire il ‘nuovo’ Mes.
Qualcuno tra i cronisti chiede conferma se Gualtieri nutra poca convinzione rispetto ad eventuali passi in avanti in tema di trattative sul Mes, Di Maio spiega invece: “io credo che Gualtieri sia stato ampiamente frainteso in Commissione – dice Di Maio – lui ha espresso semplicemente un’opinione sullo stato del negoziato, ma da stasera nessuna luce verde potrà esser data sul negoziato se il Parlamento non si esprime prima, e accadrà tra 10 giorni“.

“Vogliamo meccanismi europei che aiutino gli Stati”

Ad ogni modo, ha quindi aggiunto il ministro degli esteri, “Nulla si deciderà finché non si arriverà in Parlamento il 10 dicembre, quando il presidente del Consiglio verrà a riferire e il Parlamento dovrà approvare una risoluzione“. Anche perché, ha aggiunto, “In generale il governo il 4 dicembre, quando parteciperà all’Eurogruppo – quindi prima del passaggio parlamentare- ragionerà in una logica di pacchetto, che significa che per noi non esiste solo il Mes, ma che il Meccanismo di stabilità va valutato nell’ambito di un pacchetto di riforme nelle quali c’è tanto da cambiare, per quanto riguarda l’opinione del M5S. Noi vogliamo meccanismi europei che aiutino gli Stati e non stritolino gli Stati, e quindi fino al momento in cui il Parlamento non si esprimerà nessuna decisione potrà essere presa, nessuna luce verde potrà essere accesa. Poi il M5S, all’interno della maggioranza, scriverà una risoluzione di maggioranza nella quale chiederà che tutto questo pacchetto venga migliorato in maniera considerevole, perché stiamo parlando dei risparmi degli italiani e di tante cose che interessano gli italiani. Il meccanismo è molto semplice, da qui a quando il premier verrà in Aula e si potranno votare delle risoluzioni ci sono 10 giorni”, intanto “l’Eurogruppo del 4 dicembre dove andrà il ministro dell’Economia, non potrà dare nessuna luce verde finché il Parlamento non si sia espresso. Poi qualcuno lo chiama rinvio, qualcuno riflessione, qualcuno lo chiama negoziato senza soluzione definitiva, per me quel che conta è che il Parlamento sia sovrano, si pronunci e si potrà pronunciare intorno al 10 dicembre, prima dell’Eurosummit. Questo pacchetto non è ancora definitivo finché tutto il pacchetto non sarà chiaro, e non è nulla chiaro, non si può chiudere nessun negoziato, e noi al premier chiederemo in Parlamento che il presidente del Consiglio porti questa posizione all’eurosummit. Se tu hai un pezzo della riforma non puoi capire quali impatti avrà sull’Italia se non conosci gli altri pezzi”.
Max