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Migranti, “La Sicilia non può sostituirsi allo Stato: troppi sbarchi”, denuncia il governatore Musumeci

Ultimo aggiornamento 18:06

Ha viaggiato fino a Roma dove, nel Parlamento, ha denunciato davanti alla commissione Schengen che “L’arrivo di migliaia di migranti sulle coste siciliane era già previsto lo scorso mese di marzo, c’era tutto il tempo per definire una strategia che fosse compatibile con l’esigenza di salvaguardare la salute di tutti. Invece ancora oggi si vive alla giornata“.

E’ a dir poco esasperato il governatore siciliano Nello Musumeci (nelle foto), ormai gli sbarchi continuano ad ‘angustiare’ le coste della sua regione, con una continuità inquietante, ed a fronte di una scarsità di uomini e mezzi disarmante.

Musumeci: “C’è impotenza davanti ai flussi migratori”

Ma Musumeci non è affatto disposto a dover subire in silenzio, ed oggi l’ha gradito forte e chiaro: “C’è approssimazione, superficialità e impotenza da parte degli organi di Stato nell’affrontare il fenomeno migratorio. L’arrivo di migliaia di migranti era prevista – ha rimarcato – invece non c’è un protocollo che metta insieme le competenze dello Stato e quelle della Regione. Senza il sistema sanitario regionale, pur fortemente provato dall’emergenza Covid, lo Stato non sarebbe in grado di accertare le reali condizioni di salute dei migranti al momento dello sbarco. Il personale dello Stato resta sottodimensionato rispetto alle attuali esigenze del fenomeno che appare fuori ogni controllo”.

Musumeci: “La Regione non può sostituirsi allo Stato”

Quindi il generoso governatore siciliano ha tenuto però a chiarire che “Qui nessuno crea allarme, men che meno il sottoscritto. Non si può parlare di mancanza di collaborazione, più di quello che facciamo non possiamo fare. E se aumentano gli sbarchi non potremo più fare quello che già stiamo facendo con difficoltà”.

Infine prima di concludere Musumeci ha ricordato che “Sono stato io a chiedere l’intervento dell’esercito ma nessuno può pensare e la Regione possa sostituirsi a compiti attenenti allo Stato”.

Max