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Milan, caos cellulari nello spogliatoi. Pioli chiarisce: “Stavano facendo i compiti a casa”

Ultimo aggiornamento 14:30
during the Serie A match between AC Milan and SPAL at Stadio Giuseppe Meazza on October 31, 2019 in Milan, Italy.

L’immagine immortalata all’interno dello spogliatoio del Milan ha fatto il giro del web facendo infuriare i tifosi rossoneri: Biglia, Kessiè e Rebic poco prima dell’inizio della gara con il Napoli sono stati ripresi mentre erano intenti a guardare il loro smartphone. Assorti sugli schermi senza pensare ad altro: un’immagine che ha creato scalpore. Ma c’è una spiegazione precisa.

A rivelarla è stato Stefano Pioli, neo allenatore rossonero, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha voluto chiarire una volta per tutte la questione legata all’utilizzo degli smartphone: “Vorrei chiarire che a proposito dell’uso dei telefoni ho introdotto un regolamento severo che prevede che i giocatori non lo possano usare a pranzo e a cena, così per dire. Guardi, io accetto senza repliche le critiche per i risultati che noi per primi vorremmo fossero diversi, ma vorrei chiarire che nel prepartita l’uso dei telefoni è consentito ai giocatori per due motivi. Da un lato ciascuno di loro si rilassa ascoltando la propria playlist, fatto che peraltro accade in tutte le squadre d’Italia da quando esistono gli smartphone, dall’altro soprattutto ogni giocatore è tenuto a consultare l’app che lo staff tecnico ha consegnato”.

“Ogni calciatore ha un video da memorizzare”

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Pioli svela poi l’effettivo utilizzo degli smartphone prima di una partita: “Ogni calciatore ha dei video da memorizzare per studiare le caratteristiche degli avversari che gravitano nelle loro aree di competenza. In pratica stavano svolgendo una sorta di compiti a casa!. Casomai stavano compiendo il loro dovere. Biglia stava proprio guardando i video dell’app relativi a giocatori del Napoli”.

E ancora: “Incassiamo le censure per i risultati che mi auguro presto arrivino. E capisco che a prima vista certe immagini possano suscitare le reazioni delle ultime ore. Ma se fossi stato certo che i giocatori erano intenti a chiamare o mandare messaggi prima di una sfida importante io per primo mi sarei arrabbiato. Ora non vorrei che il caso diventi più grande di quello che è. Peraltro quando è successo non ero presente: quando entra la tv nello spogliatoio preferisco uscire”, ha concluso Pioli.