MUSEO SHOAH, PACIFICI: SOPRAVVISSUTI VOGLIONO VEDERLO IN VITA

     “Io farò quello che chiederanno i nostri sopravvissuti, al di là di quello che vogliono dirci le regole della burocrazia, l’opportunità politica, il rispetto, certamente, anche del lavoro fatto da tanti, ma c’è un lavoro, che a me preme, come nipote di gente che non è mai tornata: avendo ascoltato molti sopravvissuti, io so quanto loro amano stare con i ragazzi, vanno nelle scuole e partecipano a tutti i viaggi della memoria senza mai tirarsi indietro, ma la cosa a cui tengono – e ce l’hanno chiesto – è che il museo lo vogliono vedere ancora in vita. Su questo l’amministrazione comunale sta ragionando, quando ci darà una risposta formale noi diremo qual è la nostra opinione”. Lo ha detto il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, a margine della presentazione del Festival di letteratura e cultura ebraica, interpellato in merito alla realizzazione del Museo Nazionale della Shoah di Roma, la cui sede non sarà più Villa Torlonia, come prevedeva il progetto iniziale. Tra le ipotesi riguardanti la nuova sede, spunta il Palazzo Mostra dell’Arte Moderna all’Eur, che oggi ospita il centro commerciale (in via di chiusura) White Gallery. “Noi, volutamente, non abbiamo ancora fatto dichiarazioni formali sul tema – ha aggiunto – Io penso solo una cosa: ho lavorato su questo museo, abbiamo iniziato a dare l’assist alla sua realizzazione già dal 27 gennaio 2004, sono passati 10 anni, quando organizzammo la partita della memoria all’Olimpico. In quell’occasione immaginavamo con l’allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, di vederlo realizzare in poco tempo, ogni anno sembrava dovessero esserci 2 o 3 anni davanti. Certo, l’iter sotto il profilo burocratico, grazie a tre diverse amministrazioni, si è compiuto e io credo che a questo punto dobbiamo fare tutti in passo indietro: – ha concluso – la parola passa ai veri protagonisti, che sono i sopravvissuti”.