Napoli, onde di 4 metri e piogge battenti mettono in ginocchio il Golfo

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    Tra i gravi danni provocati dal maltempo, duri contraccolpi anche per Napoli, soprattutto nella zona del golfo: qui, forti raffiche di scirocco, piogge battenti onde di quasi 4 metri d’altezza hanno letteralmente messo in ginocchio l’intera zona. Il forte vento ha costretto il Comune a chiudere il Parco archeologico di Pompei a partire dalle 13.30 di ieri, “al fine di garantire l’incolumità dei visitatori” come ha comunicato la direzione. “Il sito – si legge in una nota diramata ieri – resterà chiuso fino a che non saranno garantite le condizioni di accesso e fruibilità, in tutta sicurezza”. I visitatori che erano già entrati, nella tarda mattinata di ieri, sono stati invitati a uscire con cautela. E i siti archeologici vesuviani di Pompei, Oplontis le ville di Stabia e l’Antiquarium di Boscoreale resteranno chiusi anche per la mattinata di domani 30 ottobre, fino alle ore 11, allo scopo di consentire il monitoraggio di sicurezza delle strutture e garantire il ripristino delle regolari condizioni di fruibilità e accesso. La Direzione si riserva di prolungare la chiusura per eventuali ulteriori esigenze di sicurezza. Tutti gli aggiornamenti saranno adeguatamente comunicati attraverso il sito web e le pagine social del Parco archeologico di Pompei. Quasi del tutto isolate, nel “lunedì nero”, Ischia, Capri e Procida, con i pendolari costretti a rinunciare al viaggio e un unico traghetto, la “Maria Buono” della Medmar, ad assicurare la continuità territoriale sulla tratta Casamicciola-Pozzuoli. Chiuse le scuole di quasi tutti i comuni insulari, con raccomandazioni ai cittadini di uscire solo in caso di necessità. E le ordinanze di chiusura protraggono precauzionalmente a oggi la chiusura degli istituti a Ischia e Capri: si procederà alla conta dei danni. In tutto il golfo si sono infatti registrati danni ingenti per crolli di alberi e calcinacci. A Ischia un pino ha travolto la carreggiata sulla Borbonica, tra Lacco Ameno e Forio, e un altro è caduto sull’edificio della scuola primaria di Fiaiano, nel comune di Barano d’Ischia; i danni a un lampione hanno causato un blackout elettrico a Sant’Angelo.
    Tra le situazioni più critiche i danni del crollo di alcuni alberi su container abitati da otto famiglie sfollate per la frana del 2006: circa 50 persone hanno lasciato impauriti i moduli abitativi in parte danneggiati, situati a ridosso della pineta degli atleti, a Ischia. “Chiediamo una volta per tutte una soluzione decorosa e sicura”, hanno detto al sindaco Enzo Ferrandino. Disagi per i residenti della riva destra e di Ischia Ponte, dove l’acqua ha invaso la sede stradale.
    La mancata partenza delle unità marittime adibite al trasporto dei rifiuti causerà qualche disagio nella raccolta sulle isole. Il porto di Baia, a Bacoli, è stato interdetto alla circolazione di veicoli e pedoni: si sono registrate danni alla piattaforma in legno a ridosso della banchina.
    Flagellate anche penisola sorrentina e costiera amalfitana: ad Atrani una parte della banchina è stata letteralmente sradicata dalla furia del mare; molo interdetto a Positano; auto in sosta travolte dal mare ad Amalfi, dove la barriera frangiflutti non è bastata ad arginare la furia del mare. Segnalata caduta massi sulla strada Ravello-Tramonti.
    Strade allagate e invase da detriti a Scafati, ma nel Salernitano i danni riguardano soprattutto l’agricoltura. Coldiretti Salerno, che ha attivato una task force per le segnalazioni, ha rilevato “danni a serre, stalle, a rimesse, fienili e abitazioni rurali”.
    Le situazioni più difficili nell’agro sarnese nocerino e nell’area di Capaccio. Danni agli impianti serricoli a Sarno (dove piccole frane hanno interrotto anche strade rurali), a Nocera Inferiore, San Valentino Torio e San Marzano sul Sarno; serre scoperchiate a Capaccio e a Gromola.