Natale, cosa c’è dietro ai regali scartati

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    “L’eccellenza di un dono sta nella sua adeguatezza, piuttosto che nel suo valore”, diceva il saggista statunitense Charles Dudley Warner e il Natale è una di quelle feste in cui facciamo e in cui ci giungono diversi doni, non sempre benaccetti. Così, durante il Natale, escono fuori falsi sorrisi, gettando nella spazzatura una tracolla che può essere inguardabile o l’ennesimo soprammobile di dubbia valenza. Ma cosa succede se i regali che riceviamo a Natale li digeriamo a prescindere? Cosa ci porta a questo stato di eterno dispiacere nei confronti del regalo? Per capire le ragioni ci aiuta lo psichiatra e psicoterapeuta Paolo Maselli. “Nel fare un regalo a qualcuno può spingerci indubbiamente l’affetto e la stima nutriti per l’altra persona – dice Maselli – come può accadere che ci possa essere dietro un motivo di interesse, un secondo fine o il bisogno di stabilire un legame. Se l’occasione è un matrimonio faraonico sicuramente il regalo sarà adeguato allo sfarzo, se c’è un affetto enorme il dono sarà commisurato a quel sentimento. Quando ci arriva un regalo che non ci piace, può essere dovuto al fatto che l’altra persona ci conosca poco o male, ma quando puntualmente non apprezziamo i regali che riceviamo, il problema è sicuramente nostro”.  Quale l’origine di questa perenne insoddisfazione per il regalo ricevuto? “Non possiamo generalizzare, ma senz’altro si tratta di una questione personale- risponde lo psicoterapeuta-Se un regalo è oggettivamente brutto e non fa al caso nostro o non ci è utile, non apprezzarlo è normale. Ma quando un regalo apprezzabile non viene gradito da chi lo riceve la problematica è di tipo diverso e sicuramente personale. Può ad esempio derivare da un senso di inadeguatezza e dal non sentirsi all’altezza della persona che ci fa il regalo o della considerazione di noi stessi che si cela dietro al regalo”.