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Natale di Roma: nonostante il Covid la Città Eterna non rinuncia a festeggiare i suoi 2.774 anni

Tale era il godimento nel viverla questa città, che Albio Tibullo (poeta e fine cultore dell’elegia erotica), amava definirla ‘eterna’.

Il sommo scrittore e poeta, Gioacchino Belli, ne colse addirittura l’aspetto caratteriale. Come quando, in occasione dell’avvento del colera – che il 14 giugno 1837 uccise anche Giacomo Leopardi – scrisse ‘Er collèra mòribbus’, che a rileggerlo oggi, sembra l’esatta trasposizione delle traversie legate al Covid – anche sotto il profilo economico – che stiamo vivendo.

E poi tanti altri, fino ad arrivare ai giorni nostri, passando per Pier Paolo Pasolini, che elaborandone l’antropologia popolare la definì ‘mamma’ mentre, complice l’occhio sensibile del regista Sorrentino, per il mondo è ‘La grande bellezza’.

Natale di Roma: uno scrigno contenente testimonianze artistiche di inestimabile valore

Fatto è che, con il passare dei secoli, Roma è divenuta sempre più bella, malgrado – come rivelano i resti sedimentati – abbia attraversato differenti stili ed ‘arrangiamenti’ architettonici.

Dalle vestigia ai colonnati, passando per le splendide fontane, nelle quali si specchiano le imponenti ed antiche mura delle chiese che, virando dal gotico al barocco, quando non scultoree, custodiscono opere su tela e pale pittoriche di inestimabile valore artistico. Eppure questa meravigliosa urbe, tagliata dal fiume, e cinta da colli, ne ha passate di tutti i colori.

Natale di Roma: luoghi e figure divenute nei tempi oggetti di forme d’espressione popolari

Dicevamo il Tevere, una sorta di clessidra per i romani, che scansando la probabilità di un evento nefasto, o in risposta ad una richiesta inopportuna, spiegano che, prima però, ‘troppa acqua a da passà sotto i ponti!

Narrata, cantata, recitata, raffigurata, ed attentamente studiata da artisti, intellettuali, sociologi ed urbanisti, questa città è passata attraverso storie e vicissitudini spesso anche crudeli. Amata ed odiata, umiliata dal nemico o celebrata dalla Storia, Roma è sempre risorta, uscendone ogni volta ancora più viva.

Forse, come recita la tradizione popolare, ad assicurare l’eternità alla Capitale, è la presenza del Papa e di San Pietro, lungamente protagonisti ed artefici della città. Non a caso, a spiegare la longevità degli eventi, si usa dire che, semmai accada, è ad “ogni morte de Papa!”.

Natale di Roma: il mito dei gemelli Romolo e Remo, di origini regali, cresciuti da una lupa

Eppure il Natale di Roma che oggi, 21 aprile, ne celebra gli invidiabili 2.774 anni, non ha nulla a che vedere con quello cristiano. E’ una ricorrenza laica, che Varrone – l’antesignano dei giornalisti – fissa al 21 aprile del 753 a.C., quando Romolo pose la prima pietra.

Tesi poi ribadita anche da Marco Velleio Patercolo che scrisse: “Roma fu fondata il 21 aprile sul Colle Palatino nell’anno della sesta Olimpiade”.

Romolo, gemello di Remo, due pastori di origine regali, erano figli di Rea Silva e di Enea, figlio del re Priamo, fuggito da Troia. Affidati alle correnti del Tevere all’interno di una cesta, il mito racconta che i due neonati furono raccolti sulle sponde limacciose da una lupa, che li allevò.

Natale di Roma: la città, rivela uno scavo, potrebbe esser stata fondata ben 900 anni prima

Recentemente però all’interno del Foro romano, proprio laddove gli scavi ipotizzano sia stata fondata la città, è stato scoperto un manufatto di tufo, datato ben 900 anni prima la nascita di Cristo.

Una preziosa testimonianza che ‘anticiperebbe’ di molto la presenza di una comunità organizzata.

Tuttavia la festività venne riconosciuta a livello nazionale soltanto nel 1870, poco dopo la Breccia di Porta Pia.

Natale di Roma: una celebrazione sobria per via del Covid, affidata alle arti visive

Ad ogni modo oggi, nel dubbio, ne festeggiamo i 2.774 anni, con la tradizionale deposizione della corona di alloro (all’Altare della Patria), da parte della sindaca Raggi.

La festa, che proseguirà con la celebrazione della messa alla Basilica dell’Ara Coeli, visti i tempi castigati dal Covid, vivrà soprattutto attraverso installazioni scenografiche, e giochi di luce, che andranno ad interessare diversi luoghi e monumenti della città.

Un compleanno di portata mondiale, che i romani, oltre che con orgoglio, puntualmente vivono con grandissima partecipazione emotiva.

Natale i romani: l’orgoglio dei romani la cui ‘missione’ è alimentarne l’eternità

Già i romani, come ‘la mamma’, adagiata sui sette Colli, sembrano sbirciare annoiati i fatti del mondo da una nuvola. Animati da una pigrizia indolente, cinici e fumini, partecipano fedeli all’ormai ‘storico copione‘, rinnovandosi di generazione in generazione, senza mai tradire l’essenza popolare che li unisce. Forse perché in cuor loro pulsa la consapevolezza di appartenere visceralmente al quotidiano di Roma, l’elemento primario che contribuisce ad assicurarne l’eternità…

Un bellissimo video sulla Città Eterna preso dall’interessante canale di Youtube Roma Megalopolis

Max