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‘Ndrangheta a Roma, dopo bar e ristoranti i boss puntavano ai supermercati

La prima ‘ndrina romana non si accontentava più di gestire il grosso giro d’affari che aveva messo in piedi nella Capitale in pochi anni, e puntava ad allargarsi. Dopo il settore della ristorazione, gli occhi dei boss erano finiti su una serie di supermercati della catena Elite. Il tentativo di fare affari anche all’interno della grande distribuzione romana, è emerso dalle indagini che due giorni fa hanno portato all’arresto di 77 persone tra Roma e Reggio Calabria, con l’accusa di associazione mafiosa.  

È un’intercettazione a incastrare la ’ndrangheta romana. Uno degli intermediari che lavorava per i boss per procurare loro nuove attività, aveva fiutato l’affare con un supermercato della catena Elite in fase di ristrutturazione. Il piano era di ottenere una fornitura attraverso un contatto all’interno del supermercato, per poi allargare il giro di affari agli altri della stessa catena.  

Tra le oltre 2mila pagine di ordinanza è emersa anche la volontà della ‘ndrina romana di appropriarsi di attività commerciali al centro di Roma: si trattava di bar, tabaccherie e osterie a pochi passi dal Vaticano. L’operazione ‘Propaggine’ ha poi fatto luce sul modus operandi del clan: gli equilibri criminali erano rafforzati attraverso matrimoni di convenienza. E non si facevano scrupoli a uccidere parenti per recuperare l’onore perduto della famiglia.