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“Nel 2020 a rischio 1 mln di posti di lavoro, 400mila dei quali solo al Sud”, avverte lo Svimez

Ultimo aggiornamento 18:47

Su una stima di un milione di posti di lavoro che si possono perdere nel 2020 circa 400 mila sono collocati nel Mezzogiorno. Quindi i dati confermano che l’impatto sociale della crisi potrebbe essere più forte di quello economico”.

Svimez: “La crisi influenzerà tutte le aeree del Paese”

E’ un’affermazione che a dir poco fa venire i brividi, quella pronunciata stamane nell’ambito dell’audizione in commissione Bilancio della Camera, da Luca Bianchi, direttore della Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno).

Come ha infatti poi spiegato l’esperto, “La crisi italiana è di lungo periodo, le nostre previsioni stimano un calo del pil nazionale del 9,3% in linea con stime governo”. Dunque, ”Questa crisi – ha aggiunto Bianchi – nel 2020 avrà un impatto forte in tutte le aree del Paese, con un calo del pil stimato al 9,6% nel Centro-nord e dell’8,2% nel Sud. Anche su qui ci sarà una crisi più forte sull’occupazione con un calo previsto del 6% a fronte del meno 3,5% del Centro-nord”.

Svimez: “Rischio di tornare al quadro economico pre-crisi”

Fortunatamente però il direttore direttore della Svimez, ha poi restituito il colore ai volti sbiancati della Commissione, spiegando anche che ”E’ interessante rilevare però cosa accade secondo il nostro modello nel 2021. Queste stime sono state effettuate considerando l’impatto economico delle misure messe in atto dal governo fino ad agosto 2020, però ovviamente non tengono conto dell’impatto del Recovery fund“. Semmai, ha quindi proseguito il tecnico, “Ciò che allarmerebbe è che si torna sostanzialmente al quadro economico territoriale che c’era prima della crisi. Cosa vuol dire? che nel Mezzogiorno la fase di ripresa sarebbe molto meno forte che nell’altra parte del Paese”.

Svimez: “Nel 2021 crescita più che dimezzata per il Mezzogiorno”

Non a caso infatti per il 2021, il presidente dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, ha dichiarato che si “stima per il 2021 una crescita sostanzialmente più che dimezzata nel mezzogiorno che quindi recupererebbe soltanto un quarto del pil perso nel corso del 2020”.

Svimez: “Occhio sul come impiegare le risorse europee”

Dunque, ha poi affermato ancora Bianchi, ”E’ evidente l’esigenza di formulare un piano di rinascita del Paese, che proponga una realistica prospettiva di sviluppo equilibrato. Riteniamo perciò pericolosamente illusoria l’ipotesi, ventilata più o meno esplicitamente, di privilegiare un uso delle risorse europee in arrivo ai fini di una intensa ed accorta manutenzione e revisione del sistema vigente, minato in qualche misura a ripristinare la normalità di prima”. Tuttavia, ha però tenuto a rimarcare, “una simile scelta richiederebbe di confermare la lunga stagnazione sperimentata dalla nostra economia”.

Svimez: “L’impatto sociale sarà forse peggio di quello economico”

Non resta altro che mettersi l’anima in pace, dandosi però da fare perché, illustra il direttore dello Svimez ”La crisi italiana è di lungo periodo, le nostre previsioni stimano un calo del pil nazionale del 9,3% in linea con stime governo”.

Quindi, chiudendo il suo intervento Luca Bianchi ha tenuto a ribadire che i dati confermano che l’impatto sociale della crisi potrebbe essere più forte di quello economico”.

Max