NELL’AMBITO DELL’AGGIUSTAMENTO RICHIESTO DA BRUXELLES, SI PREVEDE UNA CORREZIONE ‘LIGHT’, TUTTAVIA SENZA IL VETO DELLA UE, SARANNO I GIOCHI, L’ALCOOL E LE SIGARETTE A PAGARE

A proposito della manovra richiesta dalla Commissione, sicuramente tra oggi e domani, in occasione dei lavori dell’Eurogruppo e di Ecofin, Pier Carlo Padoan avrà sicuramente modo di discuterne – informalmente – sia con i colleghi che con il commissario europeo competente Pierre Moscovici. Di paro passo, al Mef prosegue intanto illavoro tecnico sulla manovra chiesta da Bruxelles: “Nella manovra è ancora tutto da definire”, spiega il sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta, che poi sul versante dei giochi aggiunge: “la priorità è fare l’accordo con gli enti locali. Lavoriamo su questo”. Premesso che eventuali misure alle quali bisognerà pensare per un eventuale ‘aggiustamento’, saranno proporzionate all’esito della trattativa tra governo e esecutivo comunitario, nel frattempo al Tesoro sono allo studio varie opzioni. Dal canto suo il governo mira ad assottigliare quanto possibile la correzione, inserendo circa 2 miliardi di euro tra estensione e proroga dello split payment (1 mld o qualcosa più) e tagli della spesa per il funzionamento dei ministeri (intorno agli 800 mln). Cero è che, qualora dovesse fallire il negoziato con la Commissione, con la conseguente necessità da parte nostra di dover rafforzare l’intervento per evitare una procedura sui conti, inevitabilmente il governo dovrà decidere se alzare la tassazione sui giochi, o sugli alcolici o – come al solito – sulle sigarette. L’unica certezza è che assolutamente fuori discussione il rialzo delle accise sulla benzina, ben più impopolari delle ’bionde’ e dell’alcool in una fase di incertezza politica. In tal contesto, anche se con eventuali difficoltà, si potrebbe procedere allo ‘sfoltimento’ delle agevolazioni/detrazioni fiscali. Anche se la tempistica non è fissata – bisognerà attendere la trattativa con la Ue –  l’idea è quella di inserire le misure nel documento di Economia e Finanza per farle rientrare nella normale programmazione di bilancio nazionale atteso per metà aprile. Vista però la rapidità di interventi invocata da Bruxelles, sarà fondamentale in questi giorni l’opera di ‘mediazione’ che il ministro Padoan affronterà a margine dei bilaterali a Bruxelles.

M.