L’Empoli è stata sempre una delle belle realtà del nostro calcio, sin da quando toccò i campi della serie A per la prima volta nel lontano 1997. Sulla sua panchina si sono seduti nomi illustri: Luciano Spalletti, l’allenatore della storica prima promozione in A, e Maurizio Sarri, il cui ‘sarrismo’, sinonimo di un calcio spumeggiante, partì proprio dalla provincia toscana, per passare poi a Napoli e a Londra, dove adesso allena il Chelsea. Ora che l’Empoli è tornata nuovamente nella massima serie, si pensava che venisse riproposto quel calcio che aveva appassionato gli amanti del pallone quando c’era Sarri alla guida. Ma così non è stato, visto che dopo 12 giornate i risultati non sono stati soddisfacenti, tanto che si parla di esonero. Infatti sarà Beppe Iachini prendere le redini dell’undici toscano e provare a portarlo alla salvezza. Il 54enne allenatore marchigiano è ufficialmente il nuovo allenatore dell’Empoli e subentra ad Aurelio Andreazzoli, licenziato ieri mentre si prestava a spegnere 65 candeline. L’esonero è l’effetto della schiacciante sconfitta subita contro il Napoli e di una classifica che dopo undici partite vede l’undici azzurro al terzultimo posto con 7 punti, frutto di una vittoria, 3 pareggi e 7 sconfitte. Il patron del club Fabrizio Corsi ha giustificato le scelte che hanno portato al cambio della guida tecnica: "Andiamo a ricercare quello che ci sembra manchi alla squadra, soprattutto in termini di combattività e rispetto degli avversari - ha commentato mentre presentava il nuovo coach Iachini alla stampa -. Non ci siamo ovviamente basati sui cinque gol presi a Napoli, ma sul fatto che la difesa stava subendo troppo. Il nostro campionato si gioca con le squadre alla portata, ma con Parma e Frosinone abbiamo subìto 10-12 contropiedi e questo non va. Temevamo che potesse succedere la stessa cosa nelle prossime partite. L’esonero è nato in quelle partite".Iachini si risiede nuovamente su una panchina di A dopo aver raggiunto la salvezza nel campionato scorso con il Sassuolo: "Ovunque sono stato ho sempre guardato le caratteristiche dei giocatori che avevo a disposizione, non sono uno abituato a parlare molto - ha detto -. Mi è capitato di vincere sia con la difesa a tre che a quattro, contano le caratteristiche. Qui c’è un mix di esperti e giovani, una buona squadra. Mi è capitato spesso di subentrare, un anno fa a Sassuolo eravamo penultimi e siamo arrivati undicesimi. Ci aspetta un lavoro complicato, dobbiamo conoscerci in fretta e capire cosa vogliamo gli uni dagli altri". Questa è la ricetta del nuovo allenatore dell’Empoli per risollevare il morale della squadra e guidarla ad una salvezza certa, senza traballare sino all’ultima giornata.

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