La stella del nuoto italiano Filippo Magnini è stato sempre sotto la luce dei riflettori. Sia per quanto riguarda i suoi successi, campione del mondo dei 100 m stile libero nel 2005 e nel 2007, sia per quanto riguarda il gossip. Infatti è ormai nota alle cronache la sua relazione con l’ormai ex compagna Federica Pellegrini, campionessa mondiale ed olimpica del nuoto della nazionale femminile. La loro relazione ha vissuto degli alti e bassi, toccando anche momenti burrascosi. Ma adesso un altro problema, stavolta inerente la disciplina di Magnini, sta riguardando direttamente l’atleta azzurro. La prima sezione del Tribunale nazionale antidoping ha confermato la squalifica per lo stileliberista nato a Pesaro, che lo vedrà lontano dalle vasche per i prossimi 4 anni. L’ex nuotatore della nazionale italiana - che ha annunciato il suo ritiro nel 2007 - è reo secondo il tribunale sportivo di aver violato l’articolo 2.2 del codice Wada (uso o provato uso di sostanze dopanti). Per Magnini, che ha vinto il titolo del mondo nei 100 stile libero a Montreal (2005) e Melbourne (2007), il procuratore Pierfilippo Laviani voleva che la squalifica fosse prolungata addirittura per 8 anni, il doppio di quanto gli è stato dato. La prima sezione del Tna ha rifilato la stessa condanna, per lo stesso lasso di tempo, anche nei confronti dell’altro collega di Magnini Michele Santucci per aver infranto lo stesso articolo del codice Wada."È una sentenza che era già scritta e per questo sono incazzato nero", ha esclamato Magnini, infuriato per la sentenza del Tribunale nazionale antidoping ha emesso. "Il procuratore Laviani mi ha detto al processo, sbattendo i pugni sul tavolo: ’Basta, ormai questa è una questione personale’. Parliamo di un accanimento, di una forzatura. Faremo sicuramente ricorso"."Faccio mia, perché mi ci rivedo molto, una frase molto importante e bella di Cristiano Ronaldo riguardo le accuse di stupro che gli sono state rivolte. Lui ha detto ’Sono un esempio nello sport’ e lo sono anche io", ha detto il nuotatore confrontandosi con quanto viene imputato al campione della Juventus. "Ho una bellissima famiglia e una ragazza che mi segue in tutto e che amo. Non mi faccio toccare minimamente dalle cose ridicole che dice certa gente, di cui non ho alcuna stima", ha voluto ulteriormente sottolineare il due volte campione del mondo dei 100 stile libero. La sentenza è l’effetto dei rapporti che Magnini intratteneva con il medico Guido Porcellini, un uomo chiave nell’inchiesta della procura di Pesaro su un presunto traffico di sostanze dopanti. In sede sportiva, il medico ha già subito la condanna a 30 anni di inibizione.


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