In Sicilia torna la paura per le scosse sismiche, dopo il risveglio brusco avvenuto a causa del terremoto a Catania. Da questa mattina, infatti, precisamente alle 6:06 un terremoto ha colpito la Sicilia, con epicentro a Biancavilla e magnitudo 3.5 in provincia di Catania, proprio nell’area etnea. La zona era stata già colpita agli inizi del mese di ottobre, fatto che preoccupa gli addetti ai lavori. Avvenuta ad una profondità di circa 22 chilometri, la scossa è quella più intensa registrata nell’ambito di uno sciame sismico che si sta verificando nella zona, con scosse molto ravvicinate nel range di magnitudo fra il livello 2 e il livello 3.

Il terremoto a Catania e che ha scosso la Sicilia orientale ha portato l’attenzione sul problema dei sismi Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ha sviluppato la mappa dei terremoti italiani, proprio in Sicilia si sono verificati i terremoti più forti del passato, insieme alla zona delle Alpi orientali e lungo l’Appennino centro-meridionale, dall’Abruzzo alla Calabria, anche se importanti eventi sismici si sono verificati anche nell’Appennino centro-settentrionale e nel Gargano.

In caso di terremoto, la Protezione civile raccomanda di attenersi a un prezioso vademecum per limitare tutti i possibili danni. Se al momento del sisma ci si trova in un’area chiusa, è necessario posizionarsi sotto una trave, una porta o vicino a una parete portante. Massima attenzione deve essere data agli oggetti che potrebbero colpire le person, e usare le scale con cautela, mentre l’ascensore può essere bloccato ed è invece da evitare.

All’aperto, bisogna fare attenzione all’eventuale collasso di ponti, smottamenti, fughe di gas; tenersi lontano da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche che potrebbero colpire le persone, così come vasi, tegole e altri materiali in caduta.
Alla fine della scossa, è consigliabile valutare lo stato di salute delle persone che si hanno vicino e nel caso, fornire il primo soccorso. Ricordarsi di uscire di casa con delle scarpe e se si vive vicino al mare, allontanarsi il ​​più possibile dalla spiaggia, per evitare il rischio di tsunami. Infine, l’uso del telefono e delle auto dovrebbe essere limitato il più possibile per evitare l’intasamento della strada e della frequenza.

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