Dopo l’attacco hacker che ha colpito il sistema informatico di molti tribunali italiani, c’è molta preoccupazione "Cambiate subito la password" è il monito di Roberto Baldoni, a capo della cybersicurezza italiana presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri,dopo l’ultimo attacco hacker. L’invito, rivolto a tutti i cittadini, è l’effetto di un grave attacco hacker che ha riguardato 500.000 caselle di posta elettronica certificata causata dall’infrazione dei server di un celebre fornitore del servizio. Secondo le prime e parziali ricostruzioni ora gli hacker possegono gli identificativi Pec di 98.000 utenti tra magistrati, militari e funzionari del Cisr, il Comitato Interministeriale per la sicurezza della Repubblica che coinvolge i ministeri della Giustizia, degli Interni, della Difesa, degli Esteri, dell’Economia e dello Sviluppo Economico e anche la Presidenza del consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata. L’attacco, iniziato il 12 novembre e immediatamente riferito alle autorità, ha provocato il blocco precauzionale delle prestazioni di posta elettronica passati nel mirino dei criminali informatici e fatto adoperare le prime contromisure, come la chiusura dei tribunali i cui dipendenti informatici sono finiti nel bersaglio dei pirati del web. Anche ciò ha sottolineato Baldoni, da Aprile di quest’anno alla guida del comparto tecnico che cura le risposte alle "crisi cibernetiche" che hanno luogo in Italia. Il professore, famoso per la sua professionalità - è il primo civile a ricoprire un compito da vicedirettore generale del Dipartimento per i dati per la sicurezza della Presidenza del Consiglio con delega alla cybersecurity - ha poi detto che "viviamo in un mondo sempre più complesso e sempre più dipendente dai dati. Ci dovremo abituare a questo tipo di attacchi e diventare sempre più rapidi nella capacità di rispondergli limitando i danni. Da questo punto di vista è stata una grande esercitazione per il sistema paese a cui hanno collaborato con efficienza tutte le strutture deputate come il Cioc (il Centro Interforze Operazioni Cibernetiche) e il Cnaipic (Centro Anti Crimine Informatico e per la Protezione delle Infrastrutture Critiche)".

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