Potrà tornare al lavoro anche se afflitto dal Parkinson. Franco Minutiello, malato di Parkinson da diverso tempo, sarà di nuovo a disposizione della Teknoservice, l’azienda che si occupa della raccolta rifiuti del Canavese. Il fatto strano è che la stessa ditta, la Teknoservice,  aveva mandato a casa lo stesso Minutiello nel marzo del 2017 proprio per via del Parkinson. Nel processo relativo al licenziamento del dipendente,  il giudice del lavoro di Ivrea aveva promesso e ordinato che Minutiello sarebbe dovuto tornare a svolgere il suo incarico nella ditta della gestione dei rifiuti. Dopo una strenua e dura lotta, che ha riguardato non solamente gli avvocati, ma anche il ceto politico (la sua vicenda era stata oggetta di numerose interrogazioni parlamentari e anche di una protesta sostenuta dal consigliere regionale di Liberi e Uguali, Marco Grimaldi), il caso dell’operatore di 60 anni è andato a buon fine con un patto stilato ieri pomeriggio dalla sua avvocata, Silvia Ingegneri, e dai rappresentanti legali della società. Il verdetto del giudice Matteo Buffoni è inerente al luglio scorso, ma la ditta era sempre del parere che non c’era una posizione idonea che tenesse riguardo delle condizioni di salute di Minutiello, mentre oggi all’interno delle aule del Tribunale di Ivrea è stato firmato un verbale di conciliazione dove si legge che un compito per il dipendente ora è disponibile. “Grazie a tutti sono da oggi nuovamente lavoratore” ha commentato Minutiello dopo la sentenza del giudice. “Potrà svolgere un lavoro idoneo alle sue condizioni – evidenzia l’avvocata Ingegneri – Già domani potrà prendere servizio e farà un’attività da operaio che però non lo sottoponga a sforzi eccessivi”. Una notizia buona sul fronte lavorativo che sembra non riguardare un singolo caso. Infatti, come detto, il caso di Minutiello era salito sino in Parlamento e chissà che il buon esito della vicenda non possa fare da trampolino per altri casi simili. Ovvero garantire il lavoro per malati non ancora in condizioni gravi.

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