Il decreto salva Carige alimenta sempre di più la polemica politica tra le opposizioni e i Dem in particolare ed il governo del premier Conte.
Il battito dopo l’intervento del governo a sbloccare il caos Carige le opposizioni continuano a sferrare attacchi costanti ma il governo alza un muro in difesa del proprio piano di supporto della Carige asserendo la totale differenza, ad esempio, rispetto all’operato dell’allora governo Renzi per quello che era stato bollato come l’intervento ’salva banche’.
La storia del decreto che andrà a sorreggere le sorti dell’istituto bancario ligure Carige definito da molti già come ’salvataggio a 5 stelle’ è stata minata fin da subito da due fronti di contestazione. Da una parte quello relativo alla figura di Conte, con i presunti legami che porterebbero ad un conflitto di interesse già smentito da Palazzo Chigi, e l’altra circa le posizioni sul tema stato-banche assunte nel tempo dal vice premier Di Maio.
Il conflitto di interesse di Conte, a detta di una parte dell’opposizione scaturirebbe dal fatto che, come detto dal capogruppo dem in commissione Bilancio della Camera, Luigi Marattin “il presidente del Consiglio è stato socio di Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige e della sua Fondazione. Conte stesso è stato consulente di Raffaele Mincione, banchiere socio Carige". Palazzo Chigi aveva smentito subito, però. Il decreto salva Carige non avrebbe nulla a che fare con la figura del premier Conte e dunque non ci sarebbe “nessun conflitto d’interesse”.
Il Caos Carige dall’altro lato è stato risolto da un decreto che garantisce un ombrello pubblico e una possibile nazionalizzazione. Il che, a bocce ferme, parrebbe una smentita, stando alla interpretazione di Renzi, Boschi o Zingaretti, delle storiche posizioni sul tema di Di Maio e dei ’grillini’. Sono ancora nitide le critiche al governo renziano sul famoso tema Mps, e le garanzie grilline relative al fatto che il M5S non avrebbe mai messo soldi pubblici nelle casse degli istituti di credito. E in effetti, nel vederla come la presenta Di Maio, una linea di coerenza ci sarebbe.
Afferma Di Maio: "Carige pubblica sarà banca d’investimento dello Stato. Se lo Stato dovesse ricapitalizzare Carige lo farà per diventarne il proprietario. O si nazionalizza o non si mette in euro", ha detto su facebook il Vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.
Il quale ha anche promesso di voler "punire i banchieri che l’hanno ridotta così".
Di Maio, poi chiarisce: "Carige non sarà come Etruria perchè salviamo tutti gli obbligazionisti e correntisti" e "non sara’ come le banche venete perchè non la venderemo a due euro dopo averla ripulita dei debiti con i soldi pubblici. Renzi e la Boschi che fanno le vittime – sostiene Di Maio respingendo al mittente tutto il Caos Carige - fanno ridere i polli: se avessero fatto come noi non ci sarebbero stati risparmiatori sul lastrico".
Di Maio ha scelto i social network per chiarire ulteriormente: "Quante balle: non abbiamo dato un euro alle banche. Abbiamo scritto in una legge che se serve lo Stato potra’ garantire nuovi titoli di Stato e potra’ ricapitalizzare. Speriamo non serva. Se si dovesse usare quella garanzia o se si dovessero mettere soldi pubblici - sostiene - banca Carige deve diventare di proprieta’ dello Stato. Ovvero deve essere nazionalizzata. In questo modo non ci sara’ nessun regalo ai banchieri e nessun azionista e obbligazionista truffato". Di Maio dunque garantisce che "non sara’ come Etruria”.

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