Uno dei più terrificanti lavori di Alfred Hitchcock, quello che il regista stesso reputava il più sconvolgente, prodotto di un lavoro tecnico straordinario e della aggregazioni di molti artisti talentuosi su un set, Gli uccelli, torna al cinema in versione restaurata dal 7 gennaio. A cinquantacinque anni dal suo esordio, la cinquantesima pellicola di  Alfred Hitchcock torna a incutere paura una nuova generazione di spettatori con la trama dell’ereditiera Melanie Daniels che affascinata da un misterioso e seducente avvocato si reca nella località marina di Bodega Bay, vicino a San Francisco per conoscerlo, lì però si sottoporrà all’improvviso attacco violento degli uccelli. "Dopo aver girato Psyco, mio padre ebbe difficoltà a decidere il progetto successivo - narra il figlio di Alfred Hitchcock, Pat - optò infine per Gli Uccelli, basato su un racconto di Daphne Du Maurier". L’autrice inglese aveva ispirato precedenti lavori del maestro come La taverna della Giamaica e Rebecca, la prima moglie ma in questa occasione il romanzo fu solamente uno spunto, Hithcock si era aggiudicato le royalties con l’idea di adottarlo per uno dei suoi show tv settimanali ma invece poi, dopo aver letto sul quotidiano locale di Santa Cruz Sentinel di insensati attacchi di pennuti che si erano manifestati di recente, volle trasformarlo in un film. Allo sceneggiatore Evan Hunter, Hitchcock sussurrò: ’teniamo solo il titolo’. Il film annovera il debutto di Tippi Hedren che per undici anni era stata una modella a New York, Hitchcock l’aveva scovata in uno spot pubblicitario decise di provinarla, prima le furono spedite delle foto agli studi Universal senza dichiarare per quale intenzione fossero poi al primo incontro il regista la incantò parlando di, cibo, vino e viaggi, senza mai addentrarsi nell’argomento cinema. Dopo che la Harden, su richiesta di Hitchcock, reinterpretò scene da suoi film, vene selezionata per Gli Uccelli dal regista.

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