Ancora una tragedia da registrare sul fronte dei migranti. Infatti l’anno nuovo sembra iniziato come è finito quello vecchio, ovvero sia con un’imbarcazione di migranti, proveniente dai continenti africani, affondata di fronte le cose turche. Ma parte dei migranti presenti sull’imbarcazione sono riusciti a trarsi in salvo. Infatti la Guardia Costiera della Turchia è riuscita a mettere in salvo nella mattinata di ieri circa 40 migranti colati a picco di fronte la costiera turca nel mare Egeo, ma si è dovuto segnalare purtroppo il cadavere di una bambina che aveva compiuto quattro anni. Le operazioni di salvataggio sono scattate appena dopo lanciato l’allarme di un gommone in serio pericolo al largo di Kusadasi. Il gommone ha cominciato a imbarcare acqua mentre faceva rotta verso le isole della Grecia, proprio ai limiti della froniera dell’area Schengen. Stando a quanto riferito dal sito del giornale Hurriyet, le operazioni della guardia costiera turca non si interrompono con l’auspicio di mettere al riparo i dispersi, mentre nessun dettaglio e’ trapelato in relazione alla carta d’identità e alla provenienza dei profughi. Non è la prima tragedia che si verifica nelle acque del Mar Egeo. Il corpo della bambina di quattro anni ritrovato dalla Guardia Costiera turca è stato tirato fuori dall’acqua già in fin di vita, quindi ogni speranza di salvarla è stata resa vana. Le autorità turche sono intervenute per trasportare il gruppo a bordo del gommone che già da diverso tempo, prima della segnalazione, si stava riempiendo d’acqua nei mari al confine tra Grecia e Turchia. Voci della sicurezza, riportate dalla fonte di stampa ufficiale turca ’Anadolu’, sottolineano che durante lo svolgimento dell’azione di soccorso, la Guardia costiera ha salvato per l’esattezza 46 migranti nelle vicinanze dell’ area di Kusadasi, nella provincia sudoccidentale di Aydin. Il numero esatto delle persone che stavano sul gommone ancora non è stato definito e, dicono i media turchi, le operazioni della Guardia Costiera sono tutt’ora in corso. I migranti, precisano, dovrebbero provenire dall’Iraq e tra i sopravvissuti ci sono donne e bambini.

 

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