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"L’attuale governo e la maggioranza che lo sostiene, pur non essendo certamente responsabili del determinarsi dell’attuale difficilissima situazione, hanno la precisa responsabilità di individuare una strategia unitaria e coerente che consenta di salvaguardare i risparmiatori, che hanno investito a vario titoli nelle banche oggi in dissesto. E’ necessario garantire un’omogeneità di trattamento ai risparmiatori ’traditi’ dei diversi istituti bancari. Un trattamento differenziale, come quello che oggi si sta concretizzando, porta infatti a esasperare le tensioni sociali di quei risparmiatori che, dopo essere stati traditi dalla propria banca di fiducia, si sentono ulteriormente traditi dallo Stato, che in alcuni casi interviene per salvarli e altre volte li abbandona al proprio destino". E’ uno dei passaggi di cui si compone la lettera (indirizzata ai componenti del Pd, al governo e ai parlamentari dem),  con la quale Michele Emiliano invita tutti a riflettere bene se non sia il caso di ritirare il decreto approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 25 giugno. Il governatore della Puglia suggerisce,  con quelle utilizzate per evitare il fallimento delle banche venete, di garantire l’omogeneità delle misure finanziarie, come quelle  già adottate per Mps e altri istituti nel dicembre 2015.  Inoltre, scrive ancora Emiliano, urge assicurarsi che "le banche in difficoltà, opportunamente ricapitalizzate e ristrutturate, possano riprendere il loro ruolo di sostegno alle economie dei rispettivi territori di radicamento e, ridurre al minimo possibile l’onere a carico dello Stato e dei contribuenti. Credo che, di fronte alle gravissime conseguenze sopra ricordate, il Pd abbia la responsabilità di chiedere al ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan di spiegare le ragioni che hanno condotto il governo Gentiloni a presentare senza alcun confronto preventivo il decreto legge al Parlamento con una sorta di ricatto implicito: ’approvarlo così oppure salta tutto’" Tuttavia, conclude quindi  il presidente della Regione Puglia, in mancanza di un’interlocuzione trasparente, chiedo al mio partito di valutare l’ipotesi di fermare il decreto legge 99/2015 e di riaprire con l’Europa il confronto sull’intervento di ricapitalizzazione precauzionale anche di fronte a una condizione chiaramente diversa delle banche venete rispetto al MPS".


M.

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