E’ ovvio che se si ragione su un’idea di Europa ‘realmente’ unita, l’unità di intenti deve naturalmente guardare oltre i soli temi politici od economici, ma prodursi in una sorta di Stato unico definito in ogni singola sfaccettatura di cui si compone. Tra questi, visti anche i tempi, l’idea di una procura europea antiterrorismo e anti-criminalità, diviene quindi un’esigenza fondamentale. Non che sia la trovata del secolo ma, ad oggi, non se ne è mai parlato. E’ stato il presidente francese Macron a parlarne con ‘ufficialità’, nell’ambito del suo intervento sull’Europa, tenuto alla Sorbona di Parigi. Il numero uno dell’Eliseo ha inoltre parlato de "la creazione, entro il prossimo decennio, di una forza comune di intervento europea con un budget e una dottrina comune per poter agire, per arrivare a una cultura strategica e ad una Europa della difesa comune, perché l’Europa possa agire insieme in modo convincente”. L’idea è quella di introdurre, negli eserciti nazionali (Francia per prima), soldati in arrivo da altri Paesi. Stessa cosa dunque anche per i servizi di intelligence, con la creazione di una accademia europea di intelligence, per la formazione.
M.

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