Ha scelto un atteggiamento distaccato, lontano da polemiche o puntualizzazioni in merito alla sua riconferma a Palazzo Koch, nel corso del suo intervento il governatore Visco ha infatti preferito a limitarsi al concreto, ribadendo che "del nostro operato non esitiamo a dare conto alle istituzioni e al Paese". Un clima reso sereno anche dal discorso d’apertura del presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, che alluso e sottolineato alle "polemiche non necessarie per una riconferma attesa con partecipazione". Quindi il governatore, ha tenuto a precisare che Bankitalia continuerà ad impegnarsi per garantire che "sui comportamenti delle singole banche la supervisione è ferma e intensa, e per evidenziare che la tutela del risparmio richiede stabilità monetaria e finanziaria, e che le decisioni e gli interventi della banca centrale e di vigilanza le perseguono con determinazione". Ed ecco la ’ricetta’ Visco: "la supervisione riduce significativamente la probabilità che si verifichino crisi bancarie, ma non può annullarla". Poi, "gli accertamenti della Vigilanza non possono fare ricorso ai poteri che la legge riserva all’Autorità giudiziaria e alle forze di polizia". quindi, "le banche sono imprese e in condizioni normali, anche in presenza di difficoltà, la Vigilanza non può sostituirsi agli amministratori. I fenomeni più gravi sono stati individuati per tempo e tempestivamente segnalati all’autorità giudiziaria, e poi guarda ai possibili rimedi: e’ necessario approfondire le cause che hanno determinato i ritardi e operare per rendere più rapide le procedure di gestione delle crisi". Negli interventi seguiti dopo, il minisitro dell’Economia , preferendo non soffermarsi sulla riconferma del governatore, ha invece posto l’accento "ai casi specifici di crisi che sono stati affrontati", parlando di "un coordinamento non sempre facilissimo con le istituzioni europee, le autorità di Vigilanza e di Risoluzione", e sottolineando come, grazie all’intervento del Governo, è stato "evitato che casi problematici specifici degenerassero a livello sistemico. L’obiettivo è stato perseguito cercando soluzioni che non creassero instabilità, e non coinvolgendo il contribuente pubblico, tenendo ferma la barra sulla protezione dei soggetti più deboli, come la clientela al dettaglio". Ciò nonostante, ha precisato Padoan,"molto resta ancora da fare". Dal canto suo Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, ha tenuto a sottolineare la corettezza dell’Istituto di Via Nazionale, che ha sempre mantenuto "orientamenti sempre equilibrati e costruttivi per irrobustire la ripresa" ma quando parla di Vigilanza lo fa guardando alla Commissione di inchiesta parlamentare, confidando in "conclusioni rapide che attribuiscano le responsabilità a chi le ha avute".
M.

0 Commenti

Nessun commento

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. Campi richiesti*