Si torna a parlare di rottamazione e ancora una volta in maniera negativa: come ha infatti riferito il direttore delle Entrate Ernesto Maria Ruffini in audizione alla commissione Finanze alla Camera, un contribuente su 2 tra quelli che hanno presentato domanda di adesione alla rottamazione delle cartelle, per importi superiori ai 100mila euro, non ha effettivamente pagato quanto doveva. Solo il 56% dei contribuenti, ha specificato Ruffini, ha poi "effettivamente aderito" alla definizione agevolata. Una situazione migliore si profila per i debiti più ridotti: il 77% di chi aveva debiti tra i 10mila e i 50mila euro e l’86% di chi aveva debiti entro i 10mila euro sta regolarmente adempiendo al pagamento.

Potrebbero entrare nelle casse dello stato, con la rottamazione delle cartelle, fino a 8,2 mld, 1 miliardo in più del previsto. "L’incasso complessivo della definizione agevolata – ha spiegato Ruffini – si potrebbe attestare su un valore complessivo di 8,2 miliardi di euro a fronte di 7,2 miliardi di euro previsti". Il direttore ha inoltre ricordato che nel 2017 sono stati riscossi 6,5 miliardi, registrando "una variazione positiva di oltre 1,4 miliardi", anche grazie alla scelta da parte del contribuente "di pagare in un’unica soluzione".

Per quanto riguarda la seconda edizione della rottamazione agevolata, la maggior parte delle domande (circa il 53%) riguarda debiti sotto i 1.000 euro e il 23% dei contribuenti ha scelto di pagare in una unica soluzione. Ruffini ha spiegato che per la rottamazione-bis sono complessivamente arrivate all’Agenzia delle Entrate circa 950 mila istanze da parte di circa 840mila contribuenti per oltre 4 milioni di cartelle del valore complessivo di circa 14 miliardi di euro per un importo da pagare, al netto della quota ’abbonabile’, di circa 9 miliardi.

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