Caduta del Pil, recessione tecnica, polemiche e accuse e contro-repliche. C’è tutto in poche ore sul piatto della recessione che, dopo esser stata anticipata di qualche ora dalle parole di Conte, ora viene ufficialmente confermata. E sulla recessione si esprime l’ex premier Gentiloni con estrema durezza. Lo stesso Renzi tuona: governo M5S-Lega porta l’Italia a sbattere.
I dati dell’istituto di statistica confermano quanto annunciato ieri da Conte: è recessione con il -0,2% nel quarto trimestre. O per meglio dire recessione tecnica come spiegano gli specialisti. E mentre Tria frena le polemiche asserendo che il dato era “atteso, non intacca fiducia” e il presidente del Consiglio chiarisce che c’era da aspettarselo asserendo che "contrazione era nell’aria. Infatti gli analisti la pronosticavano ed è legata a fattori esterni alla nostra economia",", il ministro Luidi Di Maio attacca chi c’era prima: "Chi era al governo prima di noi ha mentito". Salvini conferma poi la linea della positività: "Convinti che crescita nel 2019 sarà positiva".
Ma chi c’era prima non perde l’occasione per duri attacchi al governo.
“Da quando c’è il nuovo governo l’Italia ha perso 76 mila posti di lavoro (dati ufficiali Istat) e il pil è per la seconda volta in negativo. Siamo in recessione. Chi vuol bene all’Italia sa che le scelte economiche di Salvini e Di Maio sono sbagliate. Con le nostre scelte quattordici trimestri di crescita, con le loro scelte subito recessione. Stanno portando il Paese a sbattere: cambiamo strada prima che sia troppo tardi”. A dirlo è l’ex premier ed ex leader del Pd Matteo Renzi. Mentre ancora più cupo sembra quasi essere Gentiloni.
“Siamo ufficialmente in recessione. Assurdo che governo non riconosca le proprie responsabilità. Pericoloso che non faccia nulla per evitare all’Italia una decrescita infelice con più tasse e meno lavoro”, ha detto l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su twitter, per poi aggiungere. “Sono stati bruciati anni di sacrifici.”

0 Commenti

Nessun commento

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. Campi richiesti*