Si diffondono nuovi elementi di valutazione circa la tragedia compiuta da Badre a Cardito con l’uccisione del piccolo Giuseppe. Non è stato raptus improvviso quello che è scattato nella mente del compagno della madre del piccolo di sei anni che è stato brutalmente ucciso a Cardito in provincia di Napoli.
"Non è stato un raptus improvviso”: dalle indagini emerge che l’azione di Tony Essobti Badre il 24enne finito in carcere per l’uccisione del piccolo, non è stato un unico raptus improvviso: il pestaggio contro Giuseppe, 6 anni e qualche mese, e della sorellina Noemi, quasi 8, ha avuto infatti inizio sabato ed è ripreso domenica. Questo elemento apre lo scenario a nuovi spaccati di grave violenza domestica intorno alla morte del bambino e sul grave atto di violenza sulla sorella. Questo è quello che in qualche modo emergerebbe da questa fase iniziale delle indagini e soprattutto quello che ci sarebbe nei contenuti nelle stesse dichiarazioni rese durante il lungo interrogatorio in Questura, da Tony Essobti Badre il 24enne finito in carcere per omicidio volontario e tentato omicidio aggravati.

Da quanto sta venendo fuori Tony avrebbe violentemente malmenato i due piccoli già sabato, dentro l’appartamento di via Marconi nel centro storico di Cardito. I due erano appena ’colpevoli’ di aver rotto le doghe di un lettino appena comprato che avevano scelto come luogo dove giocare insieme.

Schiaffi, pugni e calci sabato, e aggressione perpetrata con maggior violenta il giorno dopo, poco prima del pranzo domenicale. L’uomo si è scagliato di nuovo contro i due figli che Valentina, la convivente di trenta anni, ha avuto da una precedente relazione. Violenza inaudita contro il bambino e contro la bambina. E la mamma, che era in casa, ma non sarebbe riuscita a intervenire per fermare il compagno. Questa, la sua versione. Ora il comportamento della trentenne è al vaglio degli investigatori.

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