Di Maio-Salvini: il governo si divide sulla Tav

Tav sul piatto delle discussioni, della bilancia degli equilibri di stabilità di governo e, soprattutto, banco di prova del feeling tra i due leader. Quelle che si registrano sono infatti Oopinioni contrastanti sulla Tav nel governo. Con Luigi Di Maio che ad esempio afferma: “Il ridimensionamento è una supercazzola. Salvini da parte sua tuona “Non siamo al mercato, nessuno scambio con la Diciotti”.
La Tav è il punto della discordia tra Salvini e Di Maio. Il vicepremier leghista si auspica in una mediazione, ma sostiene di non voler assoggettarsi a "baratti" con l’alleato in merito ad una sorta di ’scambio’ di favori, ovvero il no a procedere per il caso migranti in baratto alla Tav appunto. Il ministro del Lavoro Di Maio è perentorio, nel frattempo: "Sconsiglio di creare tensioni al governo.
Matteo Salvini da Campli (Teramo), per la visita elettorale in ottica regionali abruzzesi è stato altrettanto sicuro della propria posizione: il no del M5s alla Tav è oggetto di scontro politico nella maggioranza e la supposizione, certo non confermata, che ora i cinquestelle possano minacciare (o proporre) di votare in maniera negativa nei riguardi del vicepremier leghista sull’autorizzazione a procedere per il caso Diciotti in risposta ad una reiterazione della posizione salviniana sulla Tav è il nervo scoperto del leghista.

I dubbi di Luigi Di Maio sul voto sarebbero un sospetto, secondo alcune interpretazioni, che nel movimento qualcuno possa ipotizzare che lo stop definitivo alla Torino-Lione possa rientrare in questa sorta di scambio di favori. Fanta-politica?
Intanto, il Lavoro ribadisce che la Tav "non si farà". E dice che l’idea di “ridiensionarla è "una supercazzola" di tognazziana memoria. Salvini di contro non rallenta: "Non ho bisogno di aiutini", dice, sulla Diciotti. "Non siamo al mercato, io ti do questo tu mi dai quello - afferma Salvini senza mezzi termini - è roba di vecchi governi, non ho bisogno di aiutini, ho fatto il ministro, io blocco gli sbarchi, sveglio l’Europa e fermo i morti e le partenze, l’ho fatto, lo farò, poi sulla Tav aspettiamo i numeri".

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