iviste al ribasso le stime di crescita Ue verso il taglio del Pil italiano: 0,2% nel 2019. Economia a picco, ma il governo nicchia. E se già nei giorni scorsi vari leader della maggioranza, dal premier Conte che aveva anticipato la recessione ma parlato di una possibile ripresa della economia in prospettiva, passando per Tria e i due vice premier Di Maio e Salvini, i dati presi a riferimento per quello che può essere considerato un calo sostanziale della economia italiana prendono come riferimento anche gli effetti della manovra varata a dicembre: tracciando, dunque, un profilo piuttosto preoccupante.
La Commissione Ue si dice quasi obbligata a rivedere le stime di crescita dell’Italia per il 2019, con un taglio della sua ultima previsione sul Pil di novembre (1,2%) e di quella comunicata dal Governo in manovra (1%): a quanto emerge, in base alle previsioni sulla economia di questo inverno, il Pil 2019 dell’Italia sarà rivisto a 0,2%. Un dato, come detto che considera gli effetti della manovra varata a dicembre. Le nuove stime interessano la crescita del pil nella Ue, nella zona euro e nei sette paesi più grandi dell’Unione e le stime d’inflazione. Un taglio, questo, che a conti fatti si presenta decisamente preoccupante ed allarmante per l’intera economia italiana, e che nei fatti appare sostanzialmente ancora più marcato rispetto anche alle recenti previsioni di Fmi, che nel particolare stimavano il Pil italiano al +0,7%, e quelle di Bankitalia, altrettanto negative ed altrettanto criticate, che indicavano una crescita dello 0,6%.
Il governo prova ad alzare un muro di ottimismo e persuasione sui fattori di crescita del medio periodo, ma naturalmente non mancano le aspre critiche dall’opposizione. Sensi, del Pd, ritiene che alla luce di questi dati sia inevitabile una manovra bis "I numeri che trapelano da Bruxelles sul Pil italiano rendono inevitabile una manovra bis. Preparatevi a imbarazzate smentite e mani avanti e unghie su vetro", scrive il deputato del Pd Filippo Sensi in un tweet.

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