Un lunedì vibrante per Ama con Cda e giunta straordinaria per sciogliere il nodo bilancio. A rischio servizi e stipendi a seguito del no delle banche, relativo appunto ad Ama ed alla ormai annosa querelle sul rinnovo dei crediti.
Quella di Ama è l’apertura di settimana forse più tesa degli ultimi tempi: tra Cda e giunta straordinaria si lavora per trovare l’intesa sul bilanci. Cosa fare di Ama se lo chiedono un po’ tutti i componenti di questa storia che si trascina ormai da tanto, mentre il Campidoglio fa partire una giunta straordinaria e la Procura apre un’inchiesta sui conti della partecipata dopo l’esposto del presidente e ad Lorenzo Bagnacani. Al centro di tutto c’è sempre il bilancio 2017, che il Comune ha rigettato non riconoscendo i 18 milioni di crediti iscritti da Ama per la gestione dei servizi cimiteriali. Ma in Campidoglio la querelle Ama adesso spaventa dalla prospettiva del parere legale del noto studio Lipani Catricalò and partners, richiesto da Bagnacani, che dichiara nullo il giudizio sul bilancio espresso dal collegio sindacale. Un lungo inizio settimana dunque per Ama mentre il Comune è chiamato a dare risposte sulla gestione del ciclo di smaltimento: nodo impianti, cosa fare del Tmb Salario infiammato, come gestire la raccolta differenziata. Intanto a rischio ci sono stipendi e servizi. A seguito del no delle banche al rinnovo delle linee di credito, in scadenza il 28 febbraio è allarme per i pagamenti a lavoratori e fornitori. Oltre questo, si intreccia anche la figura di Pinuccia Montanari. Con le dimissioni presentate dopo il voto contrario alla bocciatura del bilancio, Pinuccia Montanari ha lasciato un vuoto ancora da riempire. Raggi non ha ancora un sostituto. Le deleghe però, saranno divise in "verde" e "rifiuti". Con, forse, due assessori diversi. Caos tutto da dirimere, dunque, in queste ore calde anzi caldissime sul fronte Ama in tutta la città.

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