Mancanza grave e strutturale di cibo: la Corea del Nord chiede aiuti umanitari all’Onu. Pyongyang vuole fronteggiare l’emergenza e si è rivolta alla Organizzazione delle Nazioni Unite.
Dunque la Corea del Nord si è rivolta in cerca di aiuto all’Onu per provare a porre rimedio alla grave carenza di cibo di cui il Paese sta soffrendo e a causa del forte calo nella produzione di grano, riso e patate. "Il governo ha chiesto assistenza alle organizzazioni umanitarie internazionali", ha dichiarato un portavoce di Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, indicando che le agenzie dell’Onu stanno discutendo con Pyongyang come fronteggiare la situazione.
Al momento, secondo alcune stime che sembrano essere particolarmente attendibili, la situazione in Corea è a dir poco al limite. Circa 10,5 milioni di nordcoreani, infatti, e cioè un numero pari al 41% della popolazione, hanno bisogno di aiuti alimentari: i dati arrivano direttamente dalle Nazioni Unite a cui ora è sopraggiunta la richiesta di supporto dalla Corea del Nord. L’appello di Pyongyang giunge alla vigilia del secondo faccia a faccia tra il presidente americano Donald Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un, che viene messo in agenda 27 e 28 febbraio prossimi a Hanoi, in Vietnam. La Corea del Nord reclama un allentamento delle sanzioni internazionali per aver interrotto i test missilistici ma gli Usa reclamano passi in avanti sul fronte della denuclearizzazione.
Nelle stesse ore in cui l’emergenza strutturale sul fronte alimentare attanaglia la popolazione, da un’altra prospettiva la Corea del Nord è tornata ad occupare la cronaca italiana per via della vicenda del rimpatrio della figlia dell’ambasciatore Pyongyang che ha chiesto tornare da nonni. Il rimpatrio in Corea del Nord della figlia dell’ex ambasciatore di Pyongyang a Roma ha fatto in effetti divampare un nuovo caso diplomatico.
La figlia dell’ex incaricato d’affari nordcoreano a Roma, Jo Song Gil, "avendo richiesto di rientrare nel suo Paese dai nonni, vi aveva fatto rientro, il 14 novembre 2018, accompagnata da personale femminile dell’ambasciata". Lo chiarisce la Farnesina in una nota, "a seguito delle domande di chiarimento sulla vicenda di Jo Song Gil".

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