Prima ancora della comparsa del ’re’ Disney sul grande schermo un altro leone, che non ha stirpe reale ma che è osannato dal suo popolo, gli abitanti della riserva di Timbavati, in Sudafrica, proprio come una essere ultraterreno, quasi divino: il leone bianco. Charlie è il felino, reale e in carne e ossa, ovvero che non è frutto degli effetti digitali come quello del remake del classico Disney, Il re leone, in sala dal 21 agosto 2019, protagonista della storia familiare Mia e il leone bianco. Diretto dal documentarista Gilles de Maistre, con Mélanie Laurent e la piccola Daniah De Villiers, Mia e il leone bianco debutterà al cinema il 17 gennaio. La storia particolare di questo felino raro esordisce come una fiaba parlando dello strettissimo legame che si crea tra Charlie e Mia, turbata dal cambiamento di vita dei suoi genitori, Alice (Mélanie Laurent) e John (Langley Kirkwood), che hanno deciso di traslocare da Londra al Sudafrica, insieme ai figli (oltre a Mia c’è Mick, di qualche mese più grande) trascinandoli via dalla scuola, dagli amici e dalle routine. Nel cucciolo di leone bianco dagli occhi lucidi, che Mia stringe al suo petto appena nato, quando la grandezza dell’animale e poco più grande di un micio, la bambina trova il sollievo e l’affetto che non riesce a trovare nella nuova città, con le nuove frequentazioni. Quando Charlie diventa grande e grosso qualcosa cambia; in pensiero per la vita di Mia, il padre decide di rifilare il leone ai cacciatori, levandosi da ogni senso di colpa con l’idea che, da sempre, in Sudafrica "è così che vanno le cose". La ragazzina, ormai adolescente, tenta allora un’avventura per salvare la pelle del suo grande amico. Il film, cominciato come una fiaba, diventa quindi una storia intensa, quasi da documentario e di denuncia contro la pratica della ’caccia in gabbia’ dei leoni.

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