Dopo l’eliminazione in Champions League e il KO nel derby, Di Francesco è esonerato. In panchina torna Claudio Ranieri al suo secondo mandato giallorosso. A volte ritornano. Gli allenatori, i comportamenti, i flop stagionali. Nella Roma di James Pallotta la ciclicità di certe circostanze e eventi sembra essere la conferma: dopo la rovinosa sconfitta nella stracittadina contro la Lazio e il KO nel match di ritorno degli Ottavi di Champions League contro il Porto, l’A.s. Roma ha deciso di esonerare il tecnico Di Francesco e di riportare in panchina un altro ex coach, Claudio Ranieri per l’appunto, che era stato già sulla panchina della squadra giallorossa quando subentrò a Luciano Spalletti, dimissionario (come lo stesso Ranieri tempo dopo lo fu a sua volta) dopo un pessimo inizio di stagione. Spalletti, altro ritorno col bis esauritosi un paio di stagioni fa. Come Zeman, altro ritorno consumato e strappato poi nell’ineluttabilità di risultati scadenti culminati poi con la parentesi Andreazzoli e un 26 Maggio di coppa Italia che le due anime del calcio capitolino, per differenti motivi, non dimenticheranno mai. Ma ora tocca a Ranieri dal momento che, come ha annunciato la Roma tramite un comunicato ufficiale che “da oggi (ieri, ndr.) Eusebio Di Francesco non è più il responsabile tecnico del Club. Società ringrazia l’allenatore per il lavoro svolto sulla panchina giallorossa e gli augura il meglio per il futuro.” In un comunicato il saluto del presidente James Pallotta. "Ha sempre lavorato con un atteggiamento professionale e ha messo al primo posto gli interessi del club rispetto a quelli personali. Gli auguriamo il meglio per la sua carriera". Di Francesco da giocatore ha vinto uno Scudetto con la Roma nel 2001, ed era alla guida dell’area tecnica dall’estate del 2017. "L’allenatore - sottolinea il club - sarà sempre ricordato dai tifosi per aver guidato la Roma fino alle semifinali di Champions League nella stagione 2017-18, il miglior piazzamento mai ottenuto in Europa dal Club dal 1984, grazie all’incredibile rimonta per 3-0 contro il Barcellona".
Di Francesco paga però le troppe sconfitte, i troppi gol subiti, le troppe variazioni e incertezze tattiche e una generale sensazione di rallentamento del processo di crescita, specie dopo i fasti europei della stagione passata. Forse poco interpretato nelle scelte di mercato, forse poco incisivo, come sottolineano alcuni, nelle dinamiche motivazionali, senza parlare delle difficoltà di tipo atletico e fisico a cui la Roma è andata incontro quest’anno con una marea di infortuni muscolari, Di Francesco questa stagione con la Roma ha collezionato tonfi e cadute roboanti, figuracce come il 7-1 con la Fiorentina, rimonte pazzesche nei finali (Cagliari, Milan, Chievo alcuni esempi) e rovinosi KO come contro il Bologna. Nel mezzo, addii pesanti in estate (Nainggolan, Strootman, Alisson) e incomprensioni tattiche. Adesso a traghettare la Roma verso l’ultimo possibile risultato stagionale, quello che è vitale per le casse del club (l’approdo alla Champions), ci sarà Ranieri che, si apprende, ha deciso per amore e per tifo (dichiarandosi sempre romano, romanista e ‘Testaccino’) di non mettere sul piatto della trattativa particolari richieste, né esigenze di promesse. Come probabilmente emergerà, Ranieri accetterà di traghettare la Roma per tre mesi per poi mettersi, eventualmente a sedere, a bocce ferme, una volta capito quale posizione avrà guadagnato la Roma a fine campionato. Ranieri di recente ha risolto il suo contratto col Fulham. Di recente, lo si ricorda, ovviamente, per la sua straordinaria impresa al Leicester, il piccolo club inglese che ha portato alla storia vittoria della Premier League a discapito dei super colossi britannici come Manchester City, United, Chelsea, Liverpool e via discorrendo.

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