Vaccini scatta obbligo del certificato: da oggi a scuola solo con il certificato: i bambini sprovvisti non potranno entrare. La questione vaccini è a un punto di svolta e, certo, non mancherà di provocare polemiche e reazioni. Scatta l’obbligo Vaccini da oggi: a scuola si entra solo con il certificato. Negli asili, i bambini sprovvisti di certificato non potranno entrare. Nelle altre scuole, scatterà solo una sanzione pecuniaria. Vaccini al centro delle novità strutturali. Mentre Salvini chiedeva al ministro Grillo un decreto per consentire permanenza in aula dei piccoli fino a 6 anni la realtà è che da oggi i genitori che non hanno presentato alle scuole la certificazione originale sulle vaccinazioni dei figli vanno incontro alle sanzioni previste dalla legge Lorenzin che portano anche all’esclusione da scuola per i nidi e quelle dell’infanzia. Intanto si sta pensando ad un intervento che prevederebbe l’obbligo flessibile’. L’Associazione Nazionale Presidi (Anp) è stata ferma nel merito: "Lunedì prossimo, per chi non si presenterà a scuola con il certificato richiesto, applicheremo semplicemente la legge". Il che implica, appunto che "negli asili, i bambini sprovvisti di certificato non potranno entrare. Nelle altre scuole, invece, è prevista solo una sanzione pecuniaria, e gli alunni potranno entrare lo stesso". Per l’associazione dei presidi il problema "è soprattutto nella scuola primaria, dove i non vaccinati potrebbero restare a contatto con gli immunodepressi, i quali non sono tutelati da questo tipo di previsione normativa". Intanto in una scuola di Torino sono tornati manifesti No Vax: annunciano un corteo per il 23 marzo "in difesa della libertà di cura e dell’inviolabilità del corpo". La legge del 2017 impone che negli asili nido e nelle scuole materne i bambini non in regola con i 10 vaccini obbligatori indicati dal provvedimento non possano entrare in classe, mentre per le elementari e le medie si va incontro a una sanzione fino a 500 euro. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva chiesto una proroga, una nuova in realtà a seguito di quella di un anno fa accordata dalla maggioranza nel 2018. In attesa dei dati ufficiali del Ministero della Salute, da alcune regioni giungono indicazioni confortanti. Le più virtuose sono finora Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Puglia e Toscana, dove le coperture per i bambini di 24 mesi hanno superato il 95%; in Veneto la copertura per il morbillo va dal 93,5% al 95,5%. Soprattutto questi ultimi valori "rappresentano un dato rilevante, anche nell’ottica degli obiettivi di copertura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità", ha detto Carlo Signorelli, della Società Italiana di Igiene.

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