L’anno appena trascorso sembra essere stato l’anno della musica rap, principalmente della black music, come testimonia il trionfo in tutte, o quasi, le categorie dell’ultima edizione dei Grammy, e il 2019 sembra ripetere lo stesso trend. La musica rap sta diventando un fenomeno di culto che prende piede sempre più tra i più giovani, con le loro versioni più techno come il trapper. Mettiamoci anche che il 2018, oltre che della musica rap, è stato l’anno delle rivincite delle donne sui palcoscenici dei jet set più prestigiosi, soprattutto in campo musicale, sulla scia del MeToo. Ecco unendo questi due fattori, rap e donna, si ottiene Missy Elliott. Infatti la cantante afro ha fatto il suo ingresso nella storia: è la prima donna rapper ad aver messo piede nella Songwriters Hall of Fame. Definita dall’organizzazione statunitense come "una delle più importanti artiste donne nella storia della musica contemporanea", la nomina di Missy Elliott segna un altro punto fondamentale per l’hip hop nella storia del cammino intrapreso 50 anni fa da Johnny Mercer, Abe Olman e Howie Richmond. Prima di lei solo Jay Z nel 2017 e, l’anno passato, Jermaine Dupri. Un ennesima sfida vinta per Missy Elliott che ha in bacheca ben 5 Grammy, unica donna rapper americana ad aver ottenuto sei album di platino. Il 2019 sembra essere, così, pieno di gioie per l’artista, autrice di brani come ’Work It’, capace di classificarsi per dieci settimane consecutive nella seconda posizione della Billboard’s Hot 100. E che potrebbe riaffacciarsi prossimamente con un nuovo album dopo un lungo digiuno. Non solo Missy Elliott. A fare il loro esordio nella Hall of Fame dei cantautori americani, quest’anno ci sono altri celebri autori che non par tengono alla categoria rap, ma che hanno scritto pagine indimenticabili nella storia della musica: Cat Stevens, Dallas Austin, Tom T. Hall, John Prine e Jack Tempchin.

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