Conte su Tav: facciamo solo le opere che servono: il premier del governo gialloverde torna a frenare sulla Torino-Lione. E il caso Tav o forse il caos Tav a seconda da dove la si guardi, continua a imperversare all’interno della maggioranza. Da qualche tempo il premier Conte ha deciso di prendere una posizione piuttosto netta al riguardo. Mentre Salvini è per il sì e Di Maio per il no, Conte sembra orientarsi verso questa ultima posizione. Gli attriti nel governo italiano non rallentano il percorso dell’Alta velocità Torino-Lione dopo che il Telt ha avviato l’iter dei bandi  con il sì del Cda. La società italo-francese che si occupa della realizzazione del progetto, tuttavia prevedono pur sempre «l’esplicitazione della facoltà di interrompere senza obblighi e oneri la procedura in ogni sua fase». E questo potrebbe essere un assist decisivo per quella componente di governo italiano contraria all’opera. 


Conte sulla Tav: “: facciamo solo le opere che servono. A me preme la ripresa dell’Italia”


“Io ho un problema più grande”, dice entrando nel merito della Tav il premier Giuseppe Conte. Il premier Giuseppe Conte prova a ridimensionare la centralità dell’opera: «Magari con la Tav avessimo risolto tutto. Io ho un problema più grande, la ripresa dell’Italia, rilanciare il sistema delle infrastrutture». Dunque per Conte occorre occuparsi solo delle opere ‘che servono’. La Tav non serve, dunque? La frenata è di quelle istituzionali. Infatti per Conte «l’avvio dei capitolati di gara è differito ai prossimi mesi e potrà avvenire solo in presenza di un consenso dei governi italiano e francese». Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli garantisce intanto che «non andranno persi i 300 milioni e non avremo nemmeno un soldo di penale». Il M5s punge l’alleato di governo: «Se la Lega vuole che diciamo che i bandi sono partiti, lo facciamo. Se li fa stare meglio ok, basta che chiudiamo questa farsa». 
Il vicepremier, Matteo Salvini, parla invece di una «scelta chiara e unanime» da parte di Telt. «La Tav - spiega - è una delle tante opere pubbliche, in Italia ci sono 300 cantieri da riaprire». 

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