Sì del Parlamento di Londra a chiedere il rinvio della Brexit e quindi la Camera approva la mozione May. In questo senso la settimana prossima in Parlamento si vota per l’accordo della premier e per l’estensione di tre mesi. In alternativa arriverà la seconda ipotesi, quella che porta a chiedere il rinvio fino a fine anno: ma qui ci sono tante incognite. Ed è stato anche bocciato l’emendamento su un referendum bis.


Sì Parlamento inglese a rinvio Brexit e in tutto il Regno Unito si chiede fortemente di procrastinare il processo


Il Regno Unito vuole il rinvio della Brexit e il Parlamento indica la strada. È  ufficiale  nel terzo giorno di  votazioni che il Parlamento di Londra ha approvato la mozione May. La premier in questo senso avrà l’onere di riportare in Parlamento il suo tanto vituperato accordo di uscita con l’Europa per una terza volta entro il 20 marzo. Se poi, come da più parti si dice, il suo piano dovesse passare anche se risulta attualmente molto complessa come strada da intraprendere, tutti si rilasserebbero, da Londra a Bruxelles: difatti la premier britannica potrebbe chiedere all’Europa solo un’estensione tecnica della scadenza del 29 marzo oltre il quale c’è lo spauracchio del No Deal, cioè l’uscita senza accordo. La Ue si orienta per il sì. Ed entro il 30 giugno il Regno Unito sarà fuori dall’Ue e inizierà i negoziati per le relazioni future con l’Europa. Se al contrario la settimana prossima l’accordo di May non avesse l’ok dal Parlamento, la premier proverà appunto a chiedere all’Europa un’estensione più lunga, fino a fine anno, che tutavia Bruxelles ha detto di voler concedere solo "per un motivo valido": inoltre, occorre l’unanimità dei 27 Paesi Ue. Lì, gli scenari possibili sono molti, moltissimi: nuove elezioni o magari, tra le altre cose, anche un secondo referendum. Ma la gara è tutta da giocare.

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