A Tor di Valle non si può fare lo Stadio della Roma. E’ la posizione, più volte già ampiamente peraltro certificata, dell’ex assessore del comune di Roma Paolo Berdini che, si ricorda, venne esautorato proprio dalla giunta capitolina ed ebbe modo di divulgare pesanti critiche e posizioni discordanti circa la fattibilità del progetto Stadio della Roma sia in termini di urbanistica che di sostanziale utilità cittadina. Non, almeno, a suo dire, nella esatta e attuale dimensione progettuale: non a Tor di Valle. Idee e concetti che Berdini ritorna ad esprimere dopo l’ennesimo boom giudiziario che ha colpito la capitale con l’arresto prima di De Vito, presidente della assemblea capitolina, e poi l’iscrizione nel registro degli indagati di Daniele Frongia, assessore allo sport del comune di Roma, uomo fidato della Raggi e elemento cardine e collante tra le varie parti in cause del progetto dello stadio.


Berdini dura stoccata sullo stadio della Roma: "A Tor di Valle non si può fare."


In sintesi, per Berdini, lo stadio a Tor di Valle non si può fare. "A Tor di Valle lo stadio non si può più fare, sarebbe uno scandalo mondiale insistere con questa strada". Sono nette le parole di Paolo Berdini così come lo sono sempre state. L’ex assessore all`urbanistica della giunta Raggi, ne ha parlato (ancora una volta) intervenendo a"L`Italia s`è desta" trasmissione di Radio Cusano Campus. "E` la storia delle nostre città che mi faceva essere dubbioso sul metodo avviato da almeno 15 anni, quello della contrattazione urbanistica", ha sostenuto Berdini. "Quando non ci sono regole chiare, esistono i facilitatori, gli imbroglioni e i ladri. Se esiste una legge, il piano regolatore, va rispettata. Questa era la mia posizione. Se noi abbiamo una proprietà che sviluppa una cubatura decisa dalla legge, c`è poco da contrattare. Io l`ho sempre detto che se si accettava la contrattazione non si sapeva a cosa si andava incontro perché dietro la contrattazione si nasconde il diavolo.”
Il concetto poi di Berdini si inasprisce ulteriormente. “Se invece si aumentano le cubature in cambio non so di quale opera, perché noi siamo più simpatici o più amici del sindaco o dell`assessore di turno, è chiaro che poi si verificano queste cose. E` un problema italiano, anche se ad Udine e Torino sono stati fatti stadi molto belli. Dato che Roma ha una patologia, bisognava alzare ancora di più il livello di attenzione. Basta con queste trattative all`oscuro in cui non si sa quale sia la stanza della decisione, la stanza della decisione deve essere il consiglio comunale. Io conosco molto bene questa città e so che spinta incredibile potrebbe avere se liberata da questa nube tossica della corruzione. Sarei felice di vedere uno stadio della Roma, ma in un luogo più vicino alle esigenze della città. A Tor di Valle non si può più fare, sarebbe uno scandalo mondiale insistere con questa strada. Il sindaco deve dire: basta con Tor di Valle. Si scelga un`area che va bene alla città e alla Roma". 
Logico, poi, che il dibattito si sposti anche sul modo in cui l’amministrazione Raggi stia attualmente operando a Roma. "C`è un`assoluta mancanza di formazione del personale politico. Non si vince l`elezione a Roma attraverso la tombola dell`autocandidatura. C`è stata poi un`involuzione del M5S che è andato nel panico dopo l`arresto di Marra, perché è venuto meno il braccio destro della sindaca Raggi, forse il sindaco vero, ma questa è una cattiveria che dico io. E` ovvio che Marra aveva potere sul personale, qualche piccola puntura di spillo l`ha fatta anche a me."

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