Pioggia di polemiche attorno al "circo" della Formula E a Roma, dopo che nella giornata di ieri hanno iniziato a circolare delle foto, sul web, che hanno svelato a tutti come venivano eseguite le ricariche delle vetture elettriche. I buoni propositi del nuovo sport automobilistico si sono infatti sgretolati quando è comparsa l’immagine di alcune colonnine di ricarica Enel X, collegate ad un box della Aggreko: pochi dubbi in merito, l’alimentazione è stata assicurata dalla combustione del gasolio, con buona pace di chi apprezza la Formula E come forma di svago "green".

Formula E: per cosa servivano le colonnine a gasolio


Hanno destato così lo scalpore e l’indignazione collettiva le immagini che hanno svelato come, per la Formula E, le colonnine Enel X fossero dipendenti dal gasolio. Tantissime le foto condivise sui social, a rimarcare che non si tratta di una bufala: il carrozzone della Formula E, a Roma, è stato sostenuto dal carburante diesel, il più osteggiato degli ultimi tempi. In realtà, anche se dopo che hanno iniziato a circolare queste foto, il collegamento fra le colonnine e la Formula E è stato immediato, non è propriamente esatto affermare che il sistema immortalato nelle immagini fosse atto alla ricarica delle vetture elettriche. Infatti, per questi mezzi è necessario disporre di stazioni di ricarica molto più potenti di quelle che si possono vedere sul web nelle foto incriminate, fatto che ha legittimato l’organizzazione del gran premio a garantire che le monoposto siano alimentate soltanto da fonti di energia rinnovabile e quindi pulita. La verità, però, sta nel mezzo: le colonnine delle foto, infatti, sono state impiegate per la ricarica di altre auto elettriche, in corsa per i campionati monomarca, oltre ad altre vetture che svolgono funzioni dimostrative sulla pista. In questo caso, allora, utilizzare delle normali macchine alimentate a gasolio non avrebbe fatto alcuna differenza. 

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