Secondo gli esperti, la barriera corallina australiana sarebbe soggetta a mutamenti di forma, per via dei cambiamenti climatici. Dopo i due episodi rilevanti di sbiancamento, accaduti tra il 2016 e il 2017 (e i cui effetti sono ora oggetto di esame), la Grande barriera corallina australiana da i primi accenni di adattamento all’ambiente. E’ quanto sta monitorando uno stuolo di 18 scienziati australiani occupati in una missione di ricerca che, cominciata il 4 gennaio da Cooktown tende ad esaminare in che condizioni di salute vera la più grande barriera corallina del mondo. 

La barriera corallina cambia forma: in Australia la barriera si adatta all’ambiente


Un tour utile per racimolare informazioni su quelle zone della barriera corallina interessate dal fenomeno dello sbiancamento e che due anni fa non erano state prese in considerazione. Gli esperti dell’Australian Institute of Marine Science (Aims) sulla nave della Solanda, la più grande imbarcazione per ricerche scientifiche di cui dispone l’organizzazione, stanno valutando i danni causati dagli ultimi casi di sbiancamento dei coralli e monitorando i numeri generali sulla fauna marina, in particolare riguardanti i gruppi di pesci e squali. Uno studio di un’importanza tale, per Line Bay, studiosa dell’Aims, perché le barriere coralline sono molto sensibili alle conseguenze del riscaldamento globale. Lo sbiancamento della barriera avviene infatti nel momento in cui i coralli sono soggetti a temperature dell’acqua al di fuori della norma e a periodi continui di luce solare diretta. "Non eravamo mai stati in quella parte della barriera da prima dello sbiancamento, quindi siamo tornati per osservare la salute e le condizioni delle comunità di coralli, ma anche delle popolazioni di pesci e squali", racconta Bay. Ciò che Bay ha constatato fino adesso induce a delle previsioni positive perché è stata riscontrata"una certa resilienza nella barriera corallina". Da un lato, "non tutte le specie di corallo hanno risposto allo stesso modo", dall’altro si è appurato che "una variazione nelle specie e consideriamo questo come un segno positivo: se ci sono specie che fanno meglio di altre, allora c’è il potenziale per l’adattamento".

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